POLITTICO DI SAN DOMENICO
Tipo
dipinto
Autore
Lotto Lorenzo 1480 ca./ 1556-1557 ; motivo dell'attribuzione: firma
Descrizione
Il primo autore a menzionare il polittico di Lorenzo Lotto fu il Vasari (1568), il quale ne dà una descrizione molto dettagliata, menzionando anche i tre pannelli della predella, rappresentanti la predica di San Domenico (oggi Vienna, Kunsthistorisches Museum), la Traslazione della S. Casa e papa Onofrio che conferma la Regola a San Domenico. I sei scomparti, dal 1912 riuniti e corredati da una cornice in stile rinascimentale, per tutto il sec. XIX furono esposti separatamente in differenti parti della chiesa. La documentazione attesta la committenza del polittico non solo da parte dei frati di San Domenico ma anche del Comune di Recanati, con ogni probabilità in occasione della ristrutturazione della chiesa gotica di san Domenico. La duplice committenza si rivela anche nell'originale e complesso accostamento iconografico dei Santi all'interno del polittico: in ciascun pannello laterale è raffigurato un santo domenicano insieme ad un santo protettore della città (San Tommaso-San Flaviano; San Pietro- San Vito; san Vincenzo Ferrer-Santa Lucia; Santa Caterina da Siena- San Sigismondo). Esula da questo complesso programma iconografico la cimasa del polittico raffigurante il "Compianto" su Cristo, espressione della devozione tardo medioevale alle sofferenze umane di Cristo. Il suddetto soggetto era molto comune nelle pale non solo venete ma anche marchigiane (polittico di C. Crivelli per la chiesa di San Francesco di Fabriano). Inoltre tale tema mostra una particolare affinità formale con un'opera del 1506 di Durer,"Cristo tra i dottori" (Madrid, Fundacion Colleciòn Thyssen Bornemisza). Rispetto al modello di pala d'altare unificata fissata da Giovanni Bellini intorno al 1470, la scelta di Lotto di conservare una struttura con più tavole, appare di gusto arcaico e più tradizionalista, probabilmente dettata dalla volontà dei committenti.
Soggetto
Vestizione di San Domenico
Datazione
sec. XVI , 1506 - 1508 Motivo della datazione: data
Materia e tecnica
olio su tavola
Misure
altezza 227 larghezza 108
Localizzazione
(MC) Recanati
esecuzione: (MC) Recanaticollocazione successiva: (MC) Recanati
Collocazione
villa Colloredo Mels - indirizzo: via Gregorio XII - Museo Civico Villa Colloredo Mels
Identificatore
11002069170
Proprietà
proprietà Ente locale
Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 - Loreto, 1556-1557). Originale esponente del Rinascimento veneziano del primo Cinquecento, nasce intorno al 1480 a Venezia, dove riceve la sua prima formazione artistica. Personalità anticonformista, emarginato dal contesto lagunare, all’epoca dominato da Tiziano, viaggia molto, avviando scuole in zone considerate periferiche per le arti come Bergamo e le Marche. Tra le opere in Italia: il Polittico di Recanati (AN) 1506, la Pala di San Bernardino, Bergamo 1521, gli affreschi dell’Oratorio Suardi di Trescore (BG) 1524, la Vergine annunciata, Jesi (AN) 1526, Crocifissione di Monte San Giusto (MC) 1534, Annunciazione, Recanati (AN) 1534, Madonna del Rosario Cingoli (MC) 1539, Assunta, Ancona 1550, Presentazione al Tempio di Loreto (AN) 1552-1556, forse l’ultima opera. Soggetto sofferto, introverso e umorale, capace di profonda penetrazione psicologica,sarà molto richiesto come ritrattista, tra i quali: Ritratto di Lucina Brembati, 1518, Uomo con guanto, 1524 ca., Ritratto di Andrea Odoni 1527, Triplice ritratto di orefice, 1530, Ritratto di gentildonna nelle vesti di Lucrezia, 1533. La visione di una natura misteriosa e inquieta si affina nei lavori della vecchiaia trascorsa come oblato presso la Santa Casa di Loreto nelle Marche, dove verrà ritrovato il Libro di spese diverse, diario prezioso per capire la sua vita. Molti i suoi dipinti, dislocati tra le province di Ancona e Macerata, conservati in musei e pinacoteche, in chiese e pievi. Muore a Loreto nel 1557. La rivalutazione del suo lavoro è dovuto in gran parte alla critica moderna. Il monumentale Polittico di San Domenico, una delle opere più significative di Lorenzo Lotto, è tornato all’originario splendore grazie ad un complesso restauro condotto dai laboratori COO.BE.C. di Spoleto e reso possibile da un importante finanziamento di Enel. Il restauro rientra tra le attività promosse dal progetto territoriale Terre di Lotto che ha seguito la grande retrospettiva Lorenzo Lotto curata da Giovanni C.F. Villa alle Scuderie del Quirinale (2 marzo-12 giugno 2011).

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