TITOLO MANCANTE
Tipo
stampa a colori smarginata
Autore
Titi Filippo 1639/ 1702 - inventore; motivo dell'attribuzione: iscrizione
Barbeys Antonio notizie seconda metà sec. XVII - incisore; motivo dell'attribuzione: iscrizione
Editore/Stampatore: EDTN=De Rossi Domenico Editore/Stampatore: EDTN=De Rossi Gian Giacomo
Descrizione
`Filippo Titi, di nobile famiglia tifernate, fu architetto, erudito, culto re di storia dell'arte e lui stesso dilettante di pittura, allievo di Virg ilio Ducci nella sua città, il quale decorò la cappella del duomo. Ordinat o sacerdote nel 1658, divenne canonico e protonotaro apostolico di Città d i Castello. Come architetto partecipò, tra il 1660 e il 1666, alla costruz ione di un teatro di legno dell'Accademia degli illuminati e poi alla cost ruzione del palazzo del cardinale Carpegna, suo protettore, al quale è ded icata la carta. Il cardinale divenne nel 1671 Vicario con competenza sulle opere d'arte di Roma e forse per questo il Titi pubblicò nel 1672 una gui da artistica della capitale: Studio di pittura, scoltura et architettura n elle chiese di Roma, più volte ristampata fino al 1763. Come cartografo pr odusse diverse altre carte (Marchesato del Monte S. Maria, 1676, Città di Castello latine Tifernum in Umbria, sec. XVII, una carta della Diocesi e d el territorio di Città di Castello) e altre due carte che compaiono, come questa, sul Mercurio Geografico degli editori romani De Rossi per la cura di Giacomo Cantelli da Vignola, geografo del Duca d'Este, la Legatione del la Romagna e la Legatione del Ducato di Ferrara. L'atlante risulta edito a partire dal 1692, quindi prima della data riportata sulla carta, che comp are anche sciolta, ma con diverse edizioni successive arricchite di carte con date differenti, il che giustifica l'incongruenza. Altra incongruenza si trova nell'indicazione dei diversi nomi di battesimo dello stampatore i nciso sulla carta (Domenico De Rossi) rispetto a quello dell'editore dell' atlante (Giovanni Giacomo De Rossi); anch'essa è spiegabile a motivo dell' acquisto da parte di Giovanni Giacomo nel 1653 delle lastre del fratello, alla sua morte.La carta presenta una orografia a mucchi di talpa con parti colare attenzione per le confinazioni, segnalate a tratteggio, tra la Lega zione della Marca di Ancona, il Governo di Perugia, il Granducato di Tosca na, la Legazione della Romagna e la Repubblica di San Marino, ma anche il Governo di Fano (che notoriamente aveva un rapporto diretto con la santa s ede). La carta ricalca comunque i caratteri della cartografia maginiana, p ur correggendo il tratto della costa adriatica con un più accentuato orien tamento sud-est, derivante dalle migliori conoscenze dell'orientamento del la penisola introdotte dai geografi francesi dell'Accademia delle scienze, con i quali Cantelli, curatore del Mercurio Geografico, aveva studiato, c ontinuando anche dopo il suo ritorno in Italia ad avere rapporti con Guill aume Sanson e Antonio Baudrand. La scala è di miglia italiane 10 e di 5 le ghe comuni d'Italia pari a 75 mm. Molto fitta la rete dei toponimi e dell' idrografia. Di ogni località vengono riportati i titolari dei feudi, le se di arcivescovili, le abbazie. La carta è in riquadro graduato e sulla part e dedicata al mare Adriatico l'orientamento è segnalato con una freccia.' (Mangani G.)
Soggetto
carta geografica del Ducato di Urbino
Datazione
sec. XVII , 1697 - 1697 Motivo della datazione: iscrizione
Materia e tecnica
acquaforte/ acquerellatura
Misure
altezza 430 larghezza 540
Localizzazione
(AN) Serra San Quirico
Collocazione
Convento di Santa Lucia - indirizzo: via Marcellini - Cartoteca Storica delle Marche
Identificatore
1100141513
Proprietà
proprietà Ente pubblico territoriale