CRISTO IN PIETÀ TRA LA MADONNA E SAN GIOVANNI EVANGELISTA
Tipo
dipintopaliotto
Autore
Del Fiore Jacobello 1380 ca./1436 ; motivo dell'attribuzione: analisi stilistica
Descrizione
Il dipinto costituisce un paliotto d'altare, cui si adatta anche la scelta del fondo rosso, proveniente dalla chiesa di S. Pietro in Penna a Fermo, dove viene ancora nominato - spostato nella sagrestia - dalle fonti settecentesche (Fermo, archivio della Curia Arcivescovile, San Pietro, E1, E18, E2, E3, E4, 1728-1768). Tiziano Franco ipotizza che si possa trattare del paliotto dello stesso altare dove era collocato anche il polittico di Jacobello con le storie di S. Pietro attualmente conservato all'Art Museum di Denver, entrambi frutto della stessa committenza ricordata nell'iscrizione del paliotto, quel Gaspare di Giovanni, raffigurato accanto alla Madonna, documentato rettore di S. Pietro nel 1433. Stilisticamente il paliotto risulta però precedente al polittico, da datare entro il secondo decennio del Quattrocento.
Soggetto
Cristo in pietà tra la Madonna e San Giovanni Evangelista
Datazione
sec. XV , 1420 - 1430 Motivo della datazione: analisi stilistica
Materia e tecnica
dipinto su tavola
Misure
altezza 62 larghezza 236
Localizzazione
(Kiev)Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (AP) Fermoprovenienza: Italia - Marche (AP) Fermoprovenienza: Italia - Lazio (RM) Romaprovenienza:
Collocazione
Museo di Arte Occidentale e Orientale - Museo di Arte Occidentale e Orientale
Identificatore
1100000130
Proprietà
proprietà Ente straniero
Jacobello del Fiore (Venezia ca.1370 - 1439). Nato a Venezia verso il 1370 da una famiglia di pittori, è uno dei maggiori esponenti della pittura veneziana del primo Quattrocento. Dopo l’apprendistato presso la bottega paterna, viaggia in cerca di commissioni e nelle Marche incontra Gentile da Fabriano, la cui influenza da il via ad una serie di opere unitarie per stile: il polittico del municipio di Teramo, il Trittico di Montegranaro, oggi in una collezione privata e il Crocifisso di Castel di Mezzo (PU). Tornato a Venezia, dove sono anche Gentile e Pisanello, diviene ben presto il più autorevole esponente della corrente veneziana del gotico internazionale. Appartengono a questo periodo (1410 - 20) alcuni suoi capolavori: le Storie di S. Lucia della Pinacoteca di Fermo, otto episodi eseguiti per l’omonima chiesa, considerati il suo più alto raggiungimento espressivo per la scioltezza narrativa e il preziosismo formale; la Madonna dell'umiltà del Museo di Trieste e quella della Galleria nazionale di Budapest, la Madonna col Bambino del Museo civico di Padova. Con il passare degli anni (1421 - 30) il suo stile perde di originalità e di scioltezza esecutiva, come nel Trittico della Giustizia, oggi nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia. L'ultimo periodo della sua vita(1431 - 39) è segnato dalla diminuzione delle commissioni e dall'intervento preponderante della bottega. Appartiene a questi anni l'Incoronazione della Vergine (firmata) delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Muore in agiatezza dopo aver commissionato il monumento funebre della sua famiglia nel 1439.

Cristo in pietà tra la Madonna e San Giovanni Evangelista Cristo in pietà tra la Madonna e San Giovanni Evangelista