CROCIFISSIONE
Tipo
dipinto
Autore
Tiziano Vecellio - 1490-1576
Descrizione

Il dipinto fu commissionato per l?altare maggiore della chiesa anconitana di San Domenico da Pietro Cornovi della Vecchia, ricco mercante veneziano che nel 1556 abitava ad Ancona. Il Vasari afferma che il committente rescisse il precedente contratto stipulato con l?artista lombardo Pellegrino Tibaldi per poi affidare a Tiziano l?incarico. La tela passò di proprietà al Comune di Ancona con l'Unità d'Italia e, nel 1884, entrò a far parte della collezione della Pinacoteca appena istituita. Trasferita ad Urbino durante l'ultima guerra, l'opera fu riportata ad Ancona nel 1950, in occasione della mostra di pittura veneta tenutasi a Palazzo degli Anziani. Rubata nel 1972, la tela fu ritrovata dopo meno di quindici giorni dal furto in buono stato di conservazione. Stilisticamente, l'opera è ascritta dal Vasari a "quell'ultima maniera fatta di macchie", tipica dell'ultima fase della pittura dell'artista cadorino. La pala, dotata di un forte verticalismo, vede la raffigurazione della croce che si staglia su un cielo crepuscolare foriero di tempesta. La figura di Cristo, con il capo reclinato, isolata e grandiosa, riassume in sé il massimo dei contrasti psicologici e cromatici: dalla luce che sbianca il corpo del Crocifisso, fino ai colori cupi del cielo che metaforicamente alludono al trapasso. Ai piedi della croce San Domenico, genuflesso, abbraccia il legno, affiancato dalla Vergine, avvolta in un mantello azzurro, con le mani giunte e appoggiate sul grembo e lo sguardo rivolto a terra, e da San Giovanni, ritratto nell'atto di contemplare la croce a braccia spalancate.

Soggetto
Crocifissione
Datazione
sec. XVI - 1556 - 1558 - Motivo della datazione: documentazione sec. XVI - 1556 - 1558 - Motivo della datazione: analisi stilistica
Materia e tecnica
tela/ pittura a olio
Misure
Altezza: 375 Larghezza: 197
Localizzazione
(AN) Ancona
Collocazione
Chiesa di S. Domenico - p. zza del Plebiscito
Identificatore
1100275151
Proprietà
proprietà Ente pubblico territoriale
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/90 – Venezia 1576). Ancora molto giovane, viste le sue grandi doti artistiche si trasferisce a Venezia, dove suoi maestri sono Gentile e Giovanni Bellini. Di lì a poco, realizza in società col pittore Giorgione gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi. Solo un anno più tardi, la sua fama è consolidata, riceve commissioni importanti, quali la Pala di San Marco e di Santa Maria della Salute. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova. La sua attività è frenetica: riceve incarichi anche dalla nobiltà, soprattutto a soggetto profano. Nel 1516 Alfonso I d'Este richiede i suoi servigi per la decorazione del "camerino d'alabastro". Tra il 1519 e il 1526 dipinge la Pala Pesaro per i Frari, e il Polittico Averoldi per la chiesa bresciana dei Santi Nazaro e Celso. Nel 1533 diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. Celebrato come il più famoso pittore del tempo, è conteso tra le corti italiane: lavora a Mantova per i Gonzaga e ad Urbino per i duchi. Nel 1542 ha inizio la sua collaborazione con papa Paolo III e si trasferisce a Roma dove rimane fino al 1546. Nel contempo, ritraeva Carlo V durante la sua incoronazione nel 1530. L'imperatore e suo figlio Filippo II, futuro re di Spagna, ne fanno il loro pittore prediletto. Rientra a Venezia sul finire del 1548, ma durante la sua assenza Tintoretto e Veronese occupano la scena pittorica della Repubblica. Tiziano lavora quasi esclusivamente per la famiglia asburgica. Muore di peste nel 1576 lasciando incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà".

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