SAN GIACOMO MAGGIORE
Tipo
dipinto
Autore
Lotto Lorenzo - 1480/ 1557
Descrizione

La tavola di piccole dimensioni raffigura San Giacomo Maggiore, immediatamente riconoscibile attraverso l?iconografia che lo contraddistingue come il protettore dei pellegrini. Rappresentato da Lotto nell?atto stesso di proseguire il cammino, porta con sé il bastone e a terra ha poggiato il cappello con il simbolo della conchiglia, la borraccia e la bisaccia. Il libro aperto retto con il braccio e la mano sinistra indica invece il suo status di testimone evangelico ed apostolo. Il paesaggio marino e l?alto monte a picco sul mare alle spalle del santo, insieme alla città murata, sembrano rappresentare lo sbocco del fiume Potenza al mare Adriatico e alla città di Loreto. Il Santuario della città lauretana negli stessi anni si stava imponendo come meta contra pestem e di pellegrinaggio, equiparato nel 1520 da papa Leone X alla Terra Santa, al sepolcro dei Santi apostoli Pietro e Paolo e a San Giacomo di Compostela in Galizia.

La certezza dell?attribuzione della tavola a Lorenzo Lotto è attestata da alcuni documenti relativi all?Oratorio di San Giacomo resi noti da Pietro Gianuizzi nel 1894 ed attestanti la collocazione in sacrestia all?anno. La prima notizia sull?opera rinvia a una consegna effettuata l?8 marzo del 1620 ai priori della Confraternita dei Nobili dopo un periodo di allontanamento. Cesare Fini ha riferito di una spiccata devozione verso il dipinto e di una probabile acquisizione della Confraternita dei Mercanti, intercorsa intorno al 1770 per esporre il dipinto alla venerazione presso la chiesa di Santa Maria sopra Mercanti. In seguito all?esposizione alla mostra di Palazzo Ducale di Venezia curata da Pietro Zampetti nel 1953, la tavola è entrata a far parte delle collezioni della Pinacoteca civica. La critica ha dibattuto alacremente sulla datazione dell?opera, ritenuta non antecedente al 1510. A ciò concorrono sia l?ipotesi di Peter Voegel circa l?anno della consacrazione dell?Oratorio da parte del vescovo Teseo De Cuppis, sia per le influenze derivanti dalla produzione di Raffello, osservata da Lorenzo Lotto nei cantieri romani a partire dal 1509. Arnold Nesselrath ha fatto notare le variazioni di luce espresse nel paesaggio di fondo, in cui Lotto definisce con colpi di luce gli edifici secondo la tecnica utilizzata dal divino urbinate e da Dosso Dossi. Alla luce del confronto tra gli studi pregressi ? fra cui i dubbi sulla datazione espressi da Mauro Lucco ? e quelli maggiormente recenti, la presenza di Lorenzo Lotto a Recanati tra l?agosto e l?ottobre del 1510 induce a rafforzare il collegamento fra la consacrazione dell?Oratorio e la commissione del dipinto. Si ricorda infatti che alla figura del vescovo Teseo De Cuppis è stato più volte assegnato un ruolo di importante tramite anche per la committenza romana. Notizie sui restauri: La descrizione tracciata da Venturi nel 1929 attestava la presenza di forti ossidazioni che ne limitavano la leggibilità complessiva e l?apprezzamento. L?intervento di restauro condotto in occasione della mostra del 1981 ha permesso di riscoprire lo studio sui colori e l?attenzione ai dettagli nella resa pittorica.

Soggetto
San Giacomo pellegrino
Datazione
sec. XVI - 1512 - 1513 - Motivo della datazione: analisi stilistica
Materia e tecnica
tavola/ pittura a olio
Misure
cm Altezza: 20 Larghezza: 15
Localizzazione
(MC) Recanati
Collocazione
Villa Colloredo Mels - Via Gregorio XII - Museo Civico Villa Colloredo Mels
Identificatore
1100206892
Proprietà
proprietà Ente pubblico territoriale

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