LA FORTUNA INFELICE ABBATTUTA DALLA FORTEZZA
Tipo
dipinto
Autore
Lotto Lorenzo - 1480/ 1557
Descrizione

Il dipinto, recentemente restituito al catalogo dei soggetti pagani di Lorenzo Lotto, presenta una composizione allegorica incentrata sull?incostanza della Fortuna, secondo l?iconografia offerta dalle rappresentazioni delle tragedie del teatro rinascimentale, ridisegnata rispetto alle raffigurazioni medievali incentrate sulla ruota che afferra l?uomo e lo trascina diversamente dalle sue volontà. Secondo i canoni introdotti dall?Umanesimo la Fortuna personificata è effigiata insieme al globo terrestre, con la vela della barca e con il remo, che le permette di indirizzare le sorti del vento, a simboleggiare l?autonomia delle virtù umane dal fato. Nell?opera il potere del libero arbitrio dell?uomo è rafforzato dalla lotta fra la Fortuna e la Fortezza: quest?ultima donna soldato riccamente abbigliata, vittoriosa dove regnano la legge, la verità e il giudizio. La colonna in mano alla Fortezza rimanda alla solidità di temperamento, mentre le teste leonine che arricchiscono i calzari alludono al coraggio di chi possiede questa virtù. Il combattimento aereo è avvolto dal fortunale, vento che con il suo impeto ha spezzato la vela. L?attimo fissato nel dipinto precede di pochi istanti la vittoria della fermezza morale, il colpo di colonna inferto alla nuda Fortuna, già soggiogata.

Il dipinto, di piccolo formato e quindi rivolto a una committenza privata, si inserisce tra il corpus di soggetti profani, mai semplicemente allegorici quanto enigmatici e ricchi di spunti che volutamente inducevano alla riflessione. Tali soggetti venivano tratti dalla tradizione mitologica e letteraria, intrecciando allegorie di virtù morali e significati religiosi, resi riconoscibili per il pubblico e la committenza colta e di ricchi mercanti cui l?artista si rivolgeva. «Lo abatimento de la forteza con fortuna» è più volte citato nel ?Libro di spese diverse? e si ritiene che in tutti i casi il soggetto vada identificato con questo dipinto, posto in vendita in diverse occasioni. Nella prima circostanza, intercorsa nel maggio del 1549 a Venezia, due dipinti, fra cui questa tela, furono consegnati a Rocco ?diamanter? e dallo stesso restituiti senza che l?acquisto venisse condotto a termine. Ad Ancona l?opera fu prima offerta a Dario Franceschini di Cingoli, per essere adattata a coperto del ritratto che l?amico aveva affidato a Lotto in restauro, e successivamente posta in palio alla lotteria indetta nel 1550, ricavandone i 4 scudi stimati. Il rinvenimento in collezione privata e l?attribuzione a Lorenzo Lotto si devono a Massimo Pulini. Più studiosi hanno posto in risalto le evidenti simmetrie compositive fra quest?opera e la tela di maggiori dimensioni rappresentante ?San Michele che scaccia Lucifero? conservata nel museo lauretano, ove si trova in deposito dal 2002 anche la piccola allegoria. Parte della critica ha individuato nel tema trattato analogie con la biografia dell?autore, caratterizzata da alterne fortune e peregrinazioni. Tali relazioni non trovano tuttavia effettivo riscontro nel tema trattato, più prossimo all'esaltazione delle virtù umane. Note sui restauri: lo stato conservativo del dipinto è molto compromesso soprattutto nella parte bassa. Le indagini diagnostiche hanno permesso di appurare che per supporto è stata adoperata una tela di riuso, precedentemente dipinta con un soggetto non decifrabile. Isidoro Bacchiocca, cui è stato affidato un primo intervento sul dipinto, ha riscontrato i segni di drastici antichi restauri per lo più volti a recuperare tracce della prima stesura pittorica. Sotto la direzione scientifica di Antonio Paolucci il dipinto è stato nuovamente restaurato tra il 2010 e il 2011 da Rossana Giardina presso il Laboratorio Dipinti dei Musei Vaticani.

Soggetto
La Fortuna infelice abbattuta dalla Fortezza
Datazione
sec. XVI - 1549 - 1550 - Motivo della datazione: documentazione
Materia e tecnica
tela/ pittura a olio
Misure
cm Altezza: 50,5 Larghezza: 46
Localizzazione
(AN) Loreto
Collocazione
Palazzo Apostolico - Piazza della Madonna - Museo Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto
Identificatore
1100374046
Proprietà
proprietà privata
Il dipinto, di piccolo formato e quindi rivolto a una committenza privata, si inserisce tra il corpus di soggetti profani, mai semplicemente allegorici quanto enigmatici e ricchi di spunti che volutamente inducevano alla riflessione. Tali soggetti venivano tratti dalla tradizione mitologica e letteraria, intrecciando allegorie di virtù morali e significati religiosi, resi riconoscibili per il pubblico e la committenza colta e di ricchi mercanti cui l’artista si rivolgeva. «Lo abatimento de la forteza con fortuna» è più volte citato nel “Libro di spese diverse” e si ritiene che in tutti i casi il soggetto vada identificato con questo dipinto, posto in vendita in diverse occasioni. Nella prima circostanza, intercorsa nel maggio del 1549 a Venezia, due dipinti, fra cui questa tela, furono consegnati a Rocco “diamanter” e dallo stesso restituiti senza che l’acquisto venisse condotto a termine. Ad Ancona l’opera fu prima offerta a Dario Franceschini di Cingoli, per essere adattata a coperto del ritratto che l’amico aveva affidato a Lotto in restauro, e successivamente posta in palio alla lotteria indetta nel 1550, ricavandone i 4 scudi stimati. Il rinvenimento in collezione privata e l’attribuzione a Lorenzo Lotto si devono a Massimo Pulini. Più studiosi hanno posto in risalto le evidenti simmetrie compositive fra quest’opera e la tela di maggiori dimensioni rappresentante “San Michele che scaccia Lucifero” conservata nel museo lauretano, ove si trova in deposito dal 2002 anche la piccola allegoria. Parte della critica ha individuato nel tema trattato analogie con la biografia dell’autore, caratterizzata da alterne fortune e peregrinazioni. Tali relazioni non trovano tuttavia effettivo riscontro nel tema trattato, più prossimo all'esaltazione delle virtù umane. Note sui restauri: lo stato conservativo del dipinto è molto compromesso soprattutto nella parte bassa. Le indagini diagnostiche hanno permesso di appurare che per supporto è stata adoperata una tela di riuso, precedentemente dipinta con un soggetto non decifrabile. Isidoro Bacchiocca, cui è stato affidato un primo intervento sul dipinto, ha riscontrato i segni di drastici antichi restauri per lo più volti a recuperare tracce della prima stesura pittorica. Sotto la direzione scientifica di Antonio Paolucci il dipinto è stato nuovamente restaurato tra il 2010 e il 2011 da Rossana Giardina presso il Laboratorio Dipinti dei Musei Vaticani.

La Fortuna infelice abbattuta dalla Fortezza La Fortuna infelice abbattuta dalla Fortezza La Fortuna infelice abbattuta dalla Fortezza