ANNUNCIAZIONE
Tipo
dipinto
Autore
Lotto Lorenzo 1480 ca/ 1556-1557 ; motivo dell'attribuzione: analisi stilistica
Descrizione
Il dipinto, passato sotto silenzio dal Vasari, è citato per la prima volta da Francesco Angelita (1601) che lo vide nell'oratorio della Confraternita della Chiesa di Santa Maria sopra Mercanti, associazione delle più antiche e prestigiose della città di Recanati. Con ogni probabilità fu la suddetta confraternita a commissionare a Lorenzo Lotto questo dipinto come principale pala d'altare dell'oratorio. L'edificio attuale risale al XVII sec. , ma sorge nel medesimo luogo occupato fin dal 1533 dalla confraternita sunnominata (Vogel, 1859) e in base allo stile si ritiene che la pala sia stata eseguita intorno agli anni 1530-1533. Il Berenson (1895) formulò per primo l'ipotesi che il dipinto appartenesse agli anni 1527-15278. La critica ha poi identificato l'Annunciazione di Recanati con uno dei due dipinti spediti da Venezia nelle Marche da Lotto nel 1527, in base ad una lettera del pittore del 12 agosto 1527 al Consorzio della Misericoirdia. Tuttavia recentemente si è concordi nel ritenere che i dipinti cui si allude nell'epistola siano due opere conservate a Jesi (Pinacoteca Civica), raffiguranti "Madonna col Bambino con San Giuseppe e Girolamo" ed un trittico smembrato con l' "Annunciazione". Lotto nella raffigurazione del passo del Vangelo di Luca 1, 29, brano in cui è descritta la "corruptio Virginis", adotta una rara iconografia che dimostra la volontà dell'artista di narrare in modo quanto più anticonvenzionale e con un linguaggio piano, semplice e quotidiano gli episodi biblici. Fonte di ispirazione per il dipinto lottesco sono il rilievo in marmo del Sansovino raffigurante l' "Annunciazione" sulla facciata ovest del Santuario di Loreto e diverse tele di analogo soggetto di scuola olandese e veneta (Dirk Bouts, 1450 ca; Tiziano, 1520-23, cattedrale di Treviso; Savoldo, 1530, chiesa di San Domenico, Venezia). Dal primo rilievo sono mutuate sia la particolare ambientazione dell'episodio evangelico in una camera da letto sia la presenza del gatto (simbolo del male messo in fuga dall'imminente incarnazione della divinità); dalle tele olandesi e venete il gusto di descrivere minuziosamente l'interno e di comporre delle piccole nature morte con oggeti di uso quotidiano in modo da rendere in modo più concretamente credibile il miracolo.
Soggetto
annunciazione
Datazione
sec. XVI , 1533 - 1539 Motivo della datazione: iscrizione/ Altra datazione: 1527-1528
Materia e tecnica
olio su tela
Misure
altezza 166 larghezza 114
Localizzazione
(MC) Recanati
esecuzione: (MC) Recanatiprovenienza: (MC) Recanati
Collocazione
villa Colloredo Mels - indirizzo: via Gregorio XII - Museo Civico Villa Colloredo Mels
Identificatore
1100206893
Proprietà
proprietà Ente locale
Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 - Loreto, 1556-1557). Originale esponente del Rinascimento veneziano del primo Cinquecento, nasce intorno al 1480 a Venezia, dove riceve la sua prima formazione artistica. Personalità anticonformista, emarginato dal contesto lagunare, all’epoca dominato da Tiziano, viaggia molto, avviando scuole in zone considerate periferiche per le arti come Bergamo e le Marche. Tra le opere in Italia: il Polittico di Recanati (AN) 1506, la Pala di San Bernardino, Bergamo 1521, gli affreschi dell’Oratorio Suardi di Trescore (BG) 1524, la Vergine annunciata, Jesi (AN) 1526, Crocifissione di Monte San Giusto (MC) 1534, Annunciazione, Recanati (AN) 1534, Madonna del Rosario Cingoli (MC) 1539, Assunta, Ancona 1550, Presentazione al Tempio di Loreto (AN) 1552-1556, forse l’ultima opera. Soggetto sofferto, introverso e umorale, capace di profonda penetrazione psicologica,sarà molto richiesto come ritrattista, tra i quali: Ritratto di Lucina Brembati, 1518, Uomo con guanto, 1524 ca., Ritratto di Andrea Odoni 1527, Triplice ritratto di orefice, 1530, Ritratto di gentildonna nelle vesti di Lucrezia, 1533. La visione di una natura misteriosa e inquieta si affina nei lavori della vecchiaia trascorsa come oblato presso la Santa Casa di Loreto nelle Marche, dove verrà ritrovato il Libro di spese diverse, diario prezioso per capire la sua vita. Molti i suoi dipinti, dislocati tra le province di Ancona e Macerata, conservati in musei e pinacoteche, in chiese e pievi. Muore a Loreto nel 1557. La rivalutazione del suo lavoro è dovuto in gran parte alla critica moderna.

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