NASCITA DI FEDERICO II A JESI
Tipo
dipinto
Autore
Mancini Luigi 1819/ 1881 ; motivo dell'attribuzione: bibliografia
Altre attribuzioni: Colocci Adriano
Descrizione
Il tema della rievocazione storica fu molto in voga a partire dalla seconda metà dell'Ottocento e a Jesi l'esponente più significativo fu Luigi Mancini; l'artista, infatti, sempre a Federico II, ha dedicato il sipario del teatro e probabilmente per questo motivo gli fu attribuita quest'opera. Non si esclude la possibilità, anche se remota, di attribuire l'opera allo stesso Adriano Colocci; anch'egli si prodigava in opere che affrontavano questo tema.
Soggetto
nascita di Federico II a Jesi
Datazione
sec. XIX , 1850 - 1899 Motivo della datazione: analisi stilistica
Materia e tecnica
tela/ pittura a olio
Misure
altezza 87 larghezza 177
Localizzazione
(AN) Jesi
Collocazione
Palazzo A. Colocci - indirizzo: p.zza Colocci, 8 - Museo Colocci
Identificatore
1100208450
Proprietà
proprietà Ente pubblico territoriale
Federico II di Svevia (Jesi, 1194 – Fiorentino di Puglia, 1250). Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Sicilia, Re di Gerusalemme e Re di Germania, conosciuto quale stupor mundi o puer Apuliae, apparteneva alla nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen. Federico nasce a Jesi il 26 dicembre 1194 sotto una tenda innalzata nella piazza. Incoronato Re il 26 dicembre del 1208, a quattordici anni, mostra subito di avere le idee chiare: ricostruire l'Impero, creare il primo Stato centralizzato, imbrigliare le ambizioni temporali della Chiesa. Durante gli anni della sua permanenza in Germania, il regno di Sicilia era rimasto in balia dei comandanti militari tedeschi, feudatari e comunità cittadine avevano approfittato della debolezza della monarchia per estendere i loro domini e le loro autonomie. Dunque, riporta sotto il suo controllo feudi e feudatari, contemporaneamente adotta una serie di misure, inconsuete per una monarchia degli inizi del Duecento, come facilitare gli scambi garantendo la sicurezza delle strade, fonda a Napoli la prima Università statale del mondo occidentale, dà impulso alla Scuola Medica di Salerno e da Melfi promulga le Costituzioni. Al centro del suo impegno ad amministrare la giustizia pone il criterio di equità e viene enunciato il culto della pace, di cui è garante il re stesso, infine, in campo economico, nelle principali città del Sud, attua una strenua lotta all’usura. Egli stesso discreto letterato fa della sua corte il luogo di incontro fra le culture greca, latina, araba ed ebraica ospitando artisti e studiosi. Federico muore nel castello svevo di Fiorentino nel 13 dicembre 1250.