MADONNA CON BAMBINO, SAN NICCOLÒ, SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA E DONATORE
Tipo
dipinto
Autore
Gentile da Fabriano 1375 ca./1427 ; motivo dell'attribuzione: firma
Descrizione
Si tratta di uno dei primi lavori di Gentile da Fabriano, probabilmente la seconda opera certa del suo catalogo, successiva alla Madonna con Bambino della Galleria Nazionale dell'Umbria (Christiansen 1982, pp. 83-85), da collocare tra il 1406, data del dipinto suddetto, e il luglio del 1408, quando Gentile è documentato a Venezia. Questa ipotesi sembra confermare l'ipotesi di R. Sassi che collega il dipinto alla donazione fatta da certo Guglielmo di Pietro, che lasciò denaro per un altare in S. Niccolò nel 1361, altare effettivamente presente nel 1387 (Sassi, 1928, p. 13); in questo stesso altare poteva essere collocata l'opera che il Ricci dice appunto provenire dalla chiesa di S. Niccolò (1929, pp. 155, 169). Christiansen cita poi un antico manoscritto, senza però indicarne il titolo o altro riferimento, secondo cui nel 1660 il dipinto si trovava ad Osimo presso la collezione Leopardi ed una lettera del Ricci datata 12 luglio 1828 che lo indicava a Matelica (Christiansen 1982, p. 85). Stilisticamente il dipinto mostra stretti legami con il mondo della miniatura, soprattutto lombarda, evidenti in particolare nell'uso accurato del puntinismo.
Soggetto
Madonna con Bambino, San Niccolò, Santa Caterina d'Alessandria e donatore
Datazione
sec. XV , 1406 - 1408 Motivo della datazione: analisi stilistica
Materia e tecnica
olio su tavola
Misure
altezza 131 larghezza 113
Localizzazione
(Berlino-Dahlem)Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (AN) Fabrianoprovenienza: Italia - Marche (AN) Osimoprovenienza: Italia - Marche (MC) Matelicaprovenienza: Italia - Lazio (RM) Romaprovenienza: Germania - Berlino
Collocazione
Gemaldegalerie complesso: Staatliche Museen - Gemaldegalerie
Identificatore
1100000046
Proprietà
proprietà Ente straniero
Gentile di Niccolò di Giovanni di Massio detto Gentile da Fabriano (Fabriano, 1375 circa – Roma, settembre 1427). Pittore, esponente del Gotico internazionale, artista itinerante piuttosto che di bottega. La sua pittura poetica e fiabesca, il gusto per la linea e un uso impareggiabile degli elementi decorativi lo portarono al vertice della scuola italiana dell'epoca, ricevendo commissioni di grandissimo prestigio. A Firenze, sensibile al nascente umanesimo, inizia una consapevole transizione tra il decorativismo tardogotico e l'essenzialità rinascimentale. Nato a Fabriano nel 1375 circa, non si conosce nulla sulla sua formazione, ma la sua prima opera nota è la tavola con la Madonna col Bambino e i santi Niccolò e Caterina e un donatore, eseguita per la chiesa di San Niccolò a Fabriano sul finire del secolo. Subito dopo è a Venezia, decora le pareti della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale,opera perduta. Qui conosce Pisanello. Nel Polittico di Valle Romita(1410), considerato suo primo capolavoro, risaltano la lavorazione finissima dell'oro e la capacità di rendere i materiali. Di nuovo a Firenze esegue l'Adorazione dei Magi, per la Cappella Strozzi: l’oro dei dettagli è quasi abbagliante e le figure creano un effetto d’irreale sospensione nel paesaggio. Dello stesso periodo è il polittico Quaratesi per la chiesa di San Niccolò, firmato e datato 1425, poi smembrato e disperso. Poi da Siena va ad Orvieto dove esegue l'affresco Vergine col Bambino e Santi all'interno del Duomo. All’inizio del 1427, a Roma, è invitato ad affrescare San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma. La morte, nello stesso anno, gli impedì di concludere l'opera, terminata da Pisanello cinque anni dopo. Questo ciclo, culmine dell'arte tardogotica in Italia, venne distrutto dopo i lavori di Borromini alla basilica.

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