INCORONAZIONE DI MARIA VERGINE
Tipo
dipintostendardo
Autore
Gentile da Fabriano 1375 ca./1427 ; motivo dell'attribuzione: analisi stilistica
Descrizione
Keith Christiansen (1978-79) ha per primo stabilito l'appartenenza dell'opera in esame ad uno stendardo processionale che recava sull'altra faccia la tavola con le Stimmate di San Francesco conservata alla Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo (Parma). Lo stendardo era già stato diviso nel 1827 quando il pittore fabrianese Vincenzo Liberati menzionava `due quadri da cavalletto [...] presso questo nostro venerabile Seminario, raffigurante l'uno la Coronazione di Maria Vergine e l'altro San Francesco che riceve le stimmate ...` (Ms. citato da Molajoli, 1927, p. 112, nota 2). Dello stendardo esisteva una replica di Antonio da Fabriano firmata e datata 25 marzo 1452 sul lato delle Stimmate, purtroppo perduto, mentre quello con l'Incoronazione si trova all'Akademie di Vienna. L'opera in esame si colloca alla vigilia del soggiorno fiorentino, documentato fra il 1420 e il 1425, in particolare nella prima metà del 1420, dato che fra agosto e ottobre dello stesso anno il pittore si trovava già a Firenze. A tal proposito va ricordato che il 18 ottobre 1419 i francescani di Fabriano avevano ottenuto in concessione l'oratorio di S. Croce per intercessione di Ambrogio dè Bizochis, personaggio in vista della città, che aveva la sua cappella gentilizia proprio in S. Francesco. Il cugino di Ambrogio, tale Egidio dè Bizochis aveva sposato la sorella di Gentile e la loro figlia Maddalena ereditò tutti i beni del pittore nel 1428. E' verosimile che la commissione francescana dello stendardo sia stata mediata proprio da Ambrogio, in considerazione anche del fatto che l'oratorio di S. Croce costituisce un ideale destinatario per l'opera visto che il santo ricevette le stimmate sul monte della Verna il 14 settembre, data in cui si festeggia la Santa Croce (A. De Marchi, 1992, p. 112; 1998, pp. 194-195).
Soggetto
incoronazione di Maria Vergine
Datazione
sec. XV , 1420 - 1420 Motivo della datazione: analisi stilistica
Materia e tecnica
dipinto su tavola
Misure
altezza 87.5 larghezza 64
Localizzazione
(Malibù)Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (AN) Fabrianoprovenienza: Italia - Marche (AN) Fabrianoprovenienza: (AN) Fabrianoprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Inghilterra -provenienza: Inghilterra -provenienza: Inghilterra - Londraprovenienza: Francia - Parigiprovenienza: Francia - Parigiprovenienza: Inghilterra - Londra
Collocazione
The John Paul Getty Museum - The John Paul Getty Museum
Identificatore
1100000049
Proprietà
proprietà Ente straniero
Gentile di Niccolò di Giovanni di Massio detto Gentile da Fabriano (Fabriano, 1375 circa – Roma, settembre 1427). Pittore, esponente del Gotico internazionale, artista itinerante piuttosto che di bottega. La sua pittura poetica e fiabesca, il gusto per la linea e un uso impareggiabile degli elementi decorativi lo portarono al vertice della scuola italiana dell'epoca, ricevendo commissioni di grandissimo prestigio. A Firenze, sensibile al nascente umanesimo, inizia una consapevole transizione tra il decorativismo tardogotico e l'essenzialità rinascimentale. Nato a Fabriano nel 1375 circa, non si conosce nulla sulla sua formazione, ma la sua prima opera nota è la tavola con la Madonna col Bambino e i santi Niccolò e Caterina e un donatore, eseguita per la chiesa di San Niccolò a Fabriano sul finire del secolo. Subito dopo è a Venezia, decora le pareti della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale,opera perduta. Qui conosce Pisanello. Nel Polittico di Valle Romita(1410), considerato suo primo capolavoro, risaltano la lavorazione finissima dell'oro e la capacità di rendere i materiali. Di nuovo a Firenze esegue l'Adorazione dei Magi, per la Cappella Strozzi: l’oro dei dettagli è quasi abbagliante e le figure creano un effetto d’irreale sospensione nel paesaggio. Dello stesso periodo è il polittico Quaratesi per la chiesa di San Niccolò, firmato e datato 1425, poi smembrato e disperso. Poi da Siena va ad Orvieto dove esegue l'affresco Vergine col Bambino e Santi all'interno del Duomo. All’inizio del 1427, a Roma, è invitato ad affrescare San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma. La morte, nello stesso anno, gli impedì di concludere l'opera, terminata da Pisanello cinque anni dopo. Questo ciclo, culmine dell'arte tardogotica in Italia, venne distrutto dopo i lavori di Borromini alla basilica.

Incoronazione di Maria Vergine Incoronazione di Maria Vergine Incoronazione di Maria Vergine