POLITTICO DI VALLE ROMITA
Tipo
scomparto di polittico dipinto
Autore
Gentile da Fabriano 1370 ca./1427 - autore; motivo dell'attribuzione: bibliografia
Descrizione
Dopo la soppressione del convento di Valleromita (4 giugno 1810), le tavole del polittico, probabilmente già smontate da tempo, vennero trasferite a Brera. Gli scomparti più piccoli restarono a Fabriano, presso la collezione di Carlo Rosei, incaricato di redigere l'inventario dei beni dei Minori Osservanti fino al 1901, quando furono venduti alla Pinacoteca milanese.
Soggetto
Santa Maria Maddalena
Datazione
sec. XV , 1400 - 1414 Motivo della datazione: bibliografia/ Altra datazione: sec. XIV/ultimo quarto
Materia e tecnica
legno dipinto a tempera/ dorato
Misure
altezza 117.5 larghezza 40
Localizzazione
(MI) Milano
Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (AN) Fabriano
Collocazione
Pinacoteca di Brera - indirizzo: via Brera, 28 - Pinacoteca di Brera
Identificatore
11000000645
Proprietà
proprietà Stato
Gentile di Niccolò di Giovanni di Massio detto Gentile da Fabriano (Fabriano, 1375 circa – Roma, settembre 1427). Pittore, esponente del Gotico internazionale, artista itinerante piuttosto che di bottega. La sua pittura poetica e fiabesca, il gusto per la linea e un uso impareggiabile degli elementi decorativi lo portarono al vertice della scuola italiana dell'epoca, ricevendo commissioni di grandissimo prestigio. A Firenze, sensibile al nascente umanesimo, inizia una consapevole transizione tra il decorativismo tardogotico e l'essenzialità rinascimentale. Nato a Fabriano nel 1375 circa, non si conosce nulla sulla sua formazione, ma la sua prima opera nota è la tavola con la Madonna col Bambino e i santi Niccolò e Caterina e un donatore, eseguita per la chiesa di San Niccolò a Fabriano sul finire del secolo. Subito dopo è a Venezia, decora le pareti della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale,opera perduta. Qui conosce Pisanello. Nel Polittico di Valle Romita(1410), considerato suo primo capolavoro, risaltano la lavorazione finissima dell'oro e la capacità di rendere i materiali. Di nuovo a Firenze esegue l'Adorazione dei Magi, per la Cappella Strozzi: l’oro dei dettagli è quasi abbagliante e le figure creano un effetto d’irreale sospensione nel paesaggio. Dello stesso periodo è il polittico Quaratesi per la chiesa di San Niccolò, firmato e datato 1425, poi smembrato e disperso. Poi da Siena va ad Orvieto dove esegue l'affresco Vergine col Bambino e Santi all'interno del Duomo. All’inizio del 1427, a Roma, è invitato ad affrescare San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma. La morte, nello stesso anno, gli impedì di concludere l'opera, terminata da Pisanello cinque anni dopo. Questo ciclo, culmine dell'arte tardogotica in Italia, venne distrutto dopo i lavori di Borromini alla basilica.

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