RITRATTO DI FRANCESCO MARIA I DELLA ROVERE
Tipo
dipinto
Autore
Tiziano 1489-1490/1576 ; motivo dell'attribuzione: documentazione
Descrizione
Il dipinto viene menzionato per la prima volta in una lettera scritta da Francesco Maria al suo ambasciatore a Venezia Giangiacomo Leonardi il 17 luglio 1536 affinchè Tiziano gli restituisca al più presto le armi `sommamente care` che gli aveva prestato, molto verosimilmente, per la realizzazione del ritratto. In seguito, in una lettera del 14 aprile 1538 Giovanni Maria della Porta annuncia alla duchessa Eleonora la consegna sia del dipinto in esame sia del suo ritratto pendant (Gronau 1936, pp. 92-94). L'inventario del 1624 registra il dipinto al n. 475 (Sangiorgi 1976, p. 360), mentre nella Nota dei quadri buoni spediti a Firenze nel 1631 i ritratti del duca risultano essere due, registrati coi numeri 5 e 46 (Gronau, p. 64). Stilisticamente l'opera rientra nella categoria dei ritratti ufficiali, dove però Tiziano riesce comunque a rendere una perfetta sintesi di ufficialità e psicologia.
Soggetto
ritratto di Francesco Maria I Della Rovere
Datazione
sec. XVI , 1536 - 1538 Motivo della datazione: documentazione
Materia e tecnica
olio su tela
Misure
altezza 114 larghezza 103
Localizzazione
(FI) Firenze
Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (PU) Pesaroprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenze
Collocazione
Palazzo degli Uffizi - Galleria degli Uffizi
Identificatore
1100000359
Proprietà
proprietà Ente locale
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/90 – Venezia 1576). Ancora molto giovane, viste le sue grandi doti artistiche si trasferisce a Venezia, dove suoi maestri sono Gentile e Giovanni Bellini. Di lì a poco, realizza in società col pittore Giorgione gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi. Solo un anno più tardi, la sua fama è consolidata, riceve commissioni importanti, quali la Pala di San Marco e di Santa Maria della Salute. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova. La sua attività è frenetica: riceve incarichi anche dalla nobiltà, soprattutto a soggetto profano. Nel 1516 Alfonso I d'Este richiede i suoi servigi per la decorazione del "camerino d'alabastro". Tra il 1519 e il 1526 dipinge la Pala Pesaro per i Frari, e il Polittico Averoldi per la chiesa bresciana dei Santi Nazaro e Celso. Nel 1533 diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. Celebrato come il più famoso pittore del tempo, è conteso tra le corti italiane: lavora a Mantova per i Gonzaga e ad Urbino per i duchi. Nel 1542 ha inizio la sua collaborazione con papa Paolo III e si trasferisce a Roma dove rimane fino al 1546. Nel contempo, ritraeva Carlo V durante la sua incoronazione nel 1530. L'imperatore e suo figlio Filippo II, futuro re di Spagna, ne fanno il loro pittore prediletto. Rientra a Venezia sul finire del 1548, ma durante la sua assenza Tintoretto e Veronese occupano la scena pittorica della Repubblica. Tiziano lavora quasi esclusivamente per la famiglia asburgica. Muore di peste nel 1576 lasciando incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà".

Ritratto di Francesco Maria I Della Rovere Ritratto di Francesco Maria I Della Rovere