RITRATTO DI GIOVANE CON POMO
Tipo
dipinto
Autore
Sanzio Raffaello 1483/1520 ; motivo dell'attribuzione: bibliografia
Descrizione
Il dipinto è stato oggetto di continui confronti tra studiosi, per lo più favorevoli all'autografia raffaellesca e al riconoscimento del ritrattato. Anche la critica più recente vi ha riconosciuto, seppure con formula dubitativa, il giovane Francesco Maria, che sarebbe stato ritratto verosimilmente in occasione della sua adozione da parte di Guidubaldo da Montefeltro, avvenuta nel 1504, quando ad Urbino fu organizzata una grandiosa festa. Il quadro rimase a Palazzo Pitti dal 1793 fino al 1928, ad eccezione di un breve trasferimento a Palermo (1797-1803) per sfuggire alle requisizioni napoleoniche.
Soggetto
ritratto di giovane con pomo
Datazione
sec. XVI , 1500 - 1504 Motivo della datazione: bibliografia
Materia e tecnica
olio su tavola
Misure
altezza 47.4 larghezza 35.3
Localizzazione
(FI) Firenze
Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (PU) Urbinoprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenze
Collocazione
Palazzo degli Uffizi - Galleria degli Uffizi
Identificatore
1100000413
Proprietà
proprietà Stato
Raffaello, nato in Urbino nel 1483, ebbe i primi insegnamenti dal padre Giovanni Santi, pittore della cerchia di Melozzo da Forlì e autore di una "Cronaca rimata", ricca di notizie sugli artisti della Marche e dell'Umbria. Dopo la morte precoce del padre, Raffaello si reca a lavorare nella bottega del Perugino. Di questo primo periodo fanno parte "Il sogno del cavaliere" (Londra, Galleria nazionale) e "L'incoronazione di S.Nicolò da Tolentino" (Milano- Brera). Nel 1504 dipinge "Lo sposalizio della Vergine" (Milano-Brera) dove ripete lo schema compositivo della "Consegna delle chiavi" del Perugino. "Ritratto di Gentildonna", la cosiddetta "Muta"che si trova nel Palazzo Ducale di Urbino. Dal 1504 al 1508 Raffaello vive a Firenze, dove studia in maniera approfondita le opere di Michelangelo e Leonardo. Le opere del periodo fiorentino sono tutte madonne, tra le quali" Maddalena Doni" (1506), "La Madonna del Cardellino" (1507). L'ultima opera del periodo fiorentino è "La sepoltura di Cristo" (1507). Raffaello giunge a Roma nel 1508, dove incontra l'architetto Bramante, la cui cultura artistica si era formata in Urbino. Tra i due si stabilisce un sodalizio artistico. I grandi affreschi di Raffaello nella stanza della Segnatura (Città del Vaticano) evidenziano la continuità tra pensiero antico e pensiero cristiano: "La scuola di Atene", "La disputa del Sacramento", "Il Parnaso" e "Le virtù"(1508-1511). Seguono gli affreschi della stanza di Eliodoro (1511-1514): "La cacciata di Eliodoro", "La Messa di Bolsena", "La liberazione di S. Pietro". Ultima opera è la "Trasfigurazione" (pinacoteca vaticana). Raffaello morì nel 1520 a Roma ed è sepolto nel Panteon.