AUTORITRATTO
Tipo
dipinto
Autore
Sanzio Raffaello 1483/1520 ; motivo dell'attribuzione: bibliografia
Descrizione
La tavola fu verosimilmente donata da Vittoria della Rovere al cognato card. Leopoldo de' Medici quando questi cominciò la raccolta degli autoritratti degli artisti. Mentre l'identità dell'effigiato non è mai stata discussa, l'autografia del ritratto è stata spesso messa in dubbio, anche se la maggior parte della critica tende a considerarlo un originale, eseguito probabilmente durante il breve soggiorno urbinate del 1506.
Soggetto
autoritratto
Datazione
sec. XVI , 1506 - 1506 Motivo della datazione: bibliografia
Materia e tecnica
tempera su tavola
Misure
altezza 47.3 larghezza 34.8
Localizzazione
(FI) Firenze
Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (PU) Urbinoprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Italia - Toscana (AR) Poppiprovenienza: Italia - Trentino Alto Adigeprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenze
Collocazione
Palazzo degli Uffizi - Galleria degli Uffizi
Identificatore
1100000414
Proprietà
proprietà Stato
Raffaello, nato in Urbino nel 1483, ebbe i primi insegnamenti dal padre Giovanni Santi, pittore della cerchia di Melozzo da Forlì e autore di una "Cronaca rimata", ricca di notizie sugli artisti della Marche e dell'Umbria. Dopo la morte precoce del padre, Raffaello si reca a lavorare nella bottega del Perugino. Di questo primo periodo fanno parte "Il sogno del cavaliere" (Londra, Galleria nazionale) e "L'incoronazione di S.Nicolò da Tolentino" (Milano- Brera). Nel 1504 dipinge "Lo sposalizio della Vergine" (Milano-Brera) dove ripete lo schema compositivo della "Consegna delle chiavi" del Perugino. "Ritratto di Gentildonna", la cosiddetta "Muta"che si trova nel Palazzo Ducale di Urbino. Dal 1504 al 1508 Raffaello vive a Firenze, dove studia in maniera approfondita le opere di Michelangelo e Leonardo. Le opere del periodo fiorentino sono tutte madonne, tra le quali" Maddalena Doni" (1506), "La Madonna del Cardellino" (1507). L'ultima opera del periodo fiorentino è "La sepoltura di Cristo" (1507). Raffaello giunge a Roma nel 1508, dove incontra l'architetto Bramante, la cui cultura artistica si era formata in Urbino. Tra i due si stabilisce un sodalizio artistico. I grandi affreschi di Raffaello nella stanza della Segnatura (Città del Vaticano) evidenziano la continuità tra pensiero antico e pensiero cristiano: "La scuola di Atene", "La disputa del Sacramento", "Il Parnaso" e "Le virtù"(1508-1511). Seguono gli affreschi della stanza di Eliodoro (1511-1514): "La cacciata di Eliodoro", "La Messa di Bolsena", "La liberazione di S. Pietro". Ultima opera è la "Trasfigurazione" (pinacoteca vaticana). Raffaello morì nel 1520 a Roma ed è sepolto nel Panteon.

Autoritratto Autoritratto