RITRATTO DI GIULIO II
Tipo
dipinto
Autore
Tiziano 1489-1490/1576 ; motivo dell'attribuzione: documentazione
Descrizione
Il dipinto viene citato per la prima volta da Vasari nel 1548 che dice di averlo visto in Urbino nella Guardaroba del duca Guidobaldo, insieme ad altri ritratti di personaggi illustri. Commissionato a Tiziano nel 1545, insieme al ritratto di Sisto IV, il pittore approffittò del suo viaggio a Roma, nello stesso anno, per copiare l'opera di Raffaello custodita nella chiesa di S. Maria del Popolo. Gli inventari urbianti parlano di alcuni ritratti di papi, ma senza fornire alcun elemento descrittivo; soltanto nel 1631, nella Nota dell'argenteria et ori ... () troviamo di nuovo citato il dipinto con attribuzione a Tiziano nella cassa 219 `Un ritratto di Giulio II della Rovere viene da Raffaello, copiato da Tiziano, dalla Guardaroba di Urbino`. Nello stesso anno Vittoria Della Rovere si sposava con Ferdinando I De' Medici, portando con sè a Firenze la maggior parte dei dipinti della collezione di famiglia. Rispetto al dipinto di Raffaello si nota una maggiore accentuazione dei valori tonali e luministici.
Soggetto
ritratto di Giulio II
Datazione
sec. XVI , 1545 - 1545 Motivo della datazione: documentazione
Materia e tecnica
olio su tavola
Misure
altezza 99 larghezza 82.5
Localizzazione
(FI) Firenze
Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (PU) Urbinoprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenzeprovenienza: Francia - Parigi
Collocazione
Palazzo Pitti - Galleria Palatina
Identificatore
1100000426
Proprietà
proprietà Ente locale
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/90 – Venezia 1576). Ancora molto giovane, viste le sue grandi doti artistiche si trasferisce a Venezia, dove suoi maestri sono Gentile e Giovanni Bellini. Di lì a poco, realizza in società col pittore Giorgione gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi. Solo un anno più tardi, la sua fama è consolidata, riceve commissioni importanti, quali la Pala di San Marco e di Santa Maria della Salute. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova. La sua attività è frenetica: riceve incarichi anche dalla nobiltà, soprattutto a soggetto profano. Nel 1516 Alfonso I d'Este richiede i suoi servigi per la decorazione del "camerino d'alabastro". Tra il 1519 e il 1526 dipinge la Pala Pesaro per i Frari, e il Polittico Averoldi per la chiesa bresciana dei Santi Nazaro e Celso. Nel 1533 diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. Celebrato come il più famoso pittore del tempo, è conteso tra le corti italiane: lavora a Mantova per i Gonzaga e ad Urbino per i duchi. Nel 1542 ha inizio la sua collaborazione con papa Paolo III e si trasferisce a Roma dove rimane fino al 1546. Nel contempo, ritraeva Carlo V durante la sua incoronazione nel 1530. L'imperatore e suo figlio Filippo II, futuro re di Spagna, ne fanno il loro pittore prediletto. Rientra a Venezia sul finire del 1548, ma durante la sua assenza Tintoretto e Veronese occupano la scena pittorica della Repubblica. Tiziano lavora quasi esclusivamente per la famiglia asburgica. Muore di peste nel 1576 lasciando incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà".

Ritratto di Giulio II Ritratto di Giulio II