RITRATTO DI SISTO IV
Tipo
dipinto
Autore
Tiziano - 1489-1490/1576
Descrizione

Il quadro viene segnalato per la prima volta da Vasari che dice di averlo visto durante il suo viaggio ad Urbino nel 1548 nella Guardaroba del Palazzo Ducale; viene poi segnalato nell'Inventario del 1623-1624 genericamente tra i 62 dipinti della Galleria degli uomini illustri del Palazzo Ducale di Pesaro; nel 1631 è incluso nella Nota dei quadri buoni che sono in Guardaroba d'Urbino al n. 41, come ritratto di Sisto IV, con un'attribuzione vaga ad incerto autore; fu infine spedito a Firenze nella cassa n. 219. Tiziano realizzò il dipinto senza conoscere la persona ritratta (Francesco Della Rovere eletto papa nel 1471 col nome di Sisto IV muore nel 1484) usando forse come modello l'effigie di una medaglia; forse proprio da questo derivano quella freddezza o mancanza di introspezione psicologica notate più volte dalla critica, tanto da far pensare, in alcuni casi, ad un'opera di bottega.

Soggetto
ritratto di Sisto IV
Datazione
sec. XVI - 1545 - 1545 - Motivo della datazione: documentazione
Materia e tecnica
olio su tavola
Misure
Altezza: 110 Larghezza: 90
Localizzazione
(FI) Firenze
Collocazione
Palazzo degli Uffizi - Galleria degli Uffizi
Identificatore
1100000427
Proprietà
proprietà Stato
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/90 – Venezia 1576). Ancora molto giovane, viste le sue grandi doti artistiche si trasferisce a Venezia, dove suoi maestri sono Gentile e Giovanni Bellini. Di lì a poco, realizza in società col pittore Giorgione gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi. Solo un anno più tardi, la sua fama è consolidata, riceve commissioni importanti, quali la Pala di San Marco e di Santa Maria della Salute. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova. La sua attività è frenetica: riceve incarichi anche dalla nobiltà, soprattutto a soggetto profano. Nel 1516 Alfonso I d'Este richiede i suoi servigi per la decorazione del "camerino d'alabastro". Tra il 1519 e il 1526 dipinge la Pala Pesaro per i Frari, e il Polittico Averoldi per la chiesa bresciana dei Santi Nazaro e Celso. Nel 1533 diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. Celebrato come il più famoso pittore del tempo, è conteso tra le corti italiane: lavora a Mantova per i Gonzaga e ad Urbino per i duchi. Nel 1542 ha inizio la sua collaborazione con papa Paolo III e si trasferisce a Roma dove rimane fino al 1546. Nel contempo, ritraeva Carlo V durante la sua incoronazione nel 1530. L'imperatore e suo figlio Filippo II, futuro re di Spagna, ne fanno il loro pittore prediletto. Rientra a Venezia sul finire del 1548, ma durante la sua assenza Tintoretto e Veronese occupano la scena pittorica della Repubblica. Tiziano lavora quasi esclusivamente per la famiglia asburgica. Muore di peste nel 1576 lasciando incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà".

Ritratto di Sisto IV Ritratto di Sisto IV