RITRATTO DI GIULIA DA VARANO DELLA ROVERE
Tipo
dipinto
Autore
Tiziano 1489-1490/1576 , e aiuti; motivo dell'attribuzione: documentazione
Descrizione
Il dipinto raffigura Giulia Varano (1523-1547) prima moglie di Guidobaldo II; tale identificazione proposta per la prima volta da Gronau viene generalmente accolta dalla critica successiva; lo studioso, in particolare, lo identifica con il dipinto così descritto nell'Inventario della Guardaroba di Pesaro del 1623-1624 `Un quadro mezzano di tela sopra tavola con cornici d'ebano con lavoro dell'arme di casa Varana con G.G. legati insieme ne cantoni foglie e ghiande di cerqua col Retratto della Duchessa Giulia Varana` e fonda la sua ipotesi sul motivo della doppia G che decora l'abito della donna, allusivo al nome dei due coniugi (Guidobaldo e Giulia) e sulla veste color cremisi che indossa, la stessa richiesta da Tiziano nel 1547 per realizzare il ritratto (lettera del 8 novembre 1547 inviata da Paolo Mario, uno dei più fidati servitori di Guidobaldo, al Leonardi, suo ambasciatore a Venezia; cfr. Gronau 1936, pp. 7, 65-66, 97-98). Il dipinto mostra alcune incertezze stilistiche che rivelano con evidenza interventi di bottega.
Soggetto
ritratto di Giulia da Varano Della Rovere
Datazione
sec. XVI , 1545 - 1547 Motivo della datazione: documentazione
Materia e tecnica
olio su tavola
Misure
altezza 113.5 larghezza 88
Localizzazione
(FI) Firenze
Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (PU) Urbinoprovenienza: Italia - Marche (PU) Pesaroprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenze
Collocazione
Palazzo Pitti - Galleria Palatina
Identificatore
1100000428
Proprietà
proprietà Ente locale
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/90 – Venezia 1576). Ancora molto giovane, viste le sue grandi doti artistiche si trasferisce a Venezia, dove suoi maestri sono Gentile e Giovanni Bellini. Di lì a poco, realizza in società col pittore Giorgione gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi. Solo un anno più tardi, la sua fama è consolidata, riceve commissioni importanti, quali la Pala di San Marco e di Santa Maria della Salute. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova. La sua attività è frenetica: riceve incarichi anche dalla nobiltà, soprattutto a soggetto profano. Nel 1516 Alfonso I d'Este richiede i suoi servigi per la decorazione del "camerino d'alabastro". Tra il 1519 e il 1526 dipinge la Pala Pesaro per i Frari, e il Polittico Averoldi per la chiesa bresciana dei Santi Nazaro e Celso. Nel 1533 diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. Celebrato come il più famoso pittore del tempo, è conteso tra le corti italiane: lavora a Mantova per i Gonzaga e ad Urbino per i duchi. Nel 1542 ha inizio la sua collaborazione con papa Paolo III e si trasferisce a Roma dove rimane fino al 1546. Nel contempo, ritraeva Carlo V durante la sua incoronazione nel 1530. L'imperatore e suo figlio Filippo II, futuro re di Spagna, ne fanno il loro pittore prediletto. Rientra a Venezia sul finire del 1548, ma durante la sua assenza Tintoretto e Veronese occupano la scena pittorica della Repubblica. Tiziano lavora quasi esclusivamente per la famiglia asburgica. Muore di peste nel 1576 lasciando incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà".

Ritratto di Giulia da Varano Della Rovere Ritratto di Giulia da Varano Della Rovere