MADONNA DELLA MISERICORDIA
Tipo
dipinto
Autore
Tiziano 1489-1490/1576 , bottega; motivo dell'attribuzione: documentazione
Descrizione
Si tratta dell'ultima opera commissionata da Guidubaldo Della Rovere a Tiziano nel 1573, di cui si hanno notizie in una lettera scritta dal duca al suo segretario a Venezia Giovanni Francesco Agatone il 5 maggio 1573, dove si legge : `Noi havemo desiderio d'un quadro da mettere a una cappelletta nostra, et anchor che crediamo che il S.r. Titiano non lavori più lui di man sua, desideriamo nondimeno che si vogli pigliar cura di farlo far diligentemente da uno di quei suoi, e tanto gli direte per parte nostra pregandolo. La figura ha da essere d'una Madonna in piedi che sotto il manto habbi numero di gente ...` (Gronau 1936, p. 107). Sempre Gronau identifica il dipinto con la `Madonna della Misericordia con molte figure di Tiziano` annotata al n. 26 della Nota de' quadri buoni del 1631. Stilisticamente l'opera mostra una resa ed una qualità non troppo elevate che confermano l'intervento soltanto marginale del Tiziano a favore invece della bottega.
Soggetto
Madonna della Misericordia
Datazione
sec. XVI , 1573 - 1573 Motivo della datazione: documentazione
Materia e tecnica
olio su tela
Misure
altezza 154 larghezza 144
Localizzazione
(FI) Firenze
Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (PU) Urbinoprovenienza: Italia - Toscana (FI) Firenze
Collocazione
Palazzo Pitti - Galleria Palatina
Identificatore
1100000429
Proprietà
proprietà Ente locale
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/90 – Venezia 1576). Ancora molto giovane, viste le sue grandi doti artistiche si trasferisce a Venezia, dove suoi maestri sono Gentile e Giovanni Bellini. Di lì a poco, realizza in società col pittore Giorgione gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi. Solo un anno più tardi, la sua fama è consolidata, riceve commissioni importanti, quali la Pala di San Marco e di Santa Maria della Salute. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova. La sua attività è frenetica: riceve incarichi anche dalla nobiltà, soprattutto a soggetto profano. Nel 1516 Alfonso I d'Este richiede i suoi servigi per la decorazione del "camerino d'alabastro". Tra il 1519 e il 1526 dipinge la Pala Pesaro per i Frari, e il Polittico Averoldi per la chiesa bresciana dei Santi Nazaro e Celso. Nel 1533 diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. Celebrato come il più famoso pittore del tempo, è conteso tra le corti italiane: lavora a Mantova per i Gonzaga e ad Urbino per i duchi. Nel 1542 ha inizio la sua collaborazione con papa Paolo III e si trasferisce a Roma dove rimane fino al 1546. Nel contempo, ritraeva Carlo V durante la sua incoronazione nel 1530. L'imperatore e suo figlio Filippo II, futuro re di Spagna, ne fanno il loro pittore prediletto. Rientra a Venezia sul finire del 1548, ma durante la sua assenza Tintoretto e Veronese occupano la scena pittorica della Repubblica. Tiziano lavora quasi esclusivamente per la famiglia asburgica. Muore di peste nel 1576 lasciando incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà".

Madonna della Misericordia Madonna della Misericordia