DEPOSIZIONE DI CRISTO NEL SEPOLCRO CON LA MADONNA, SAN GIUSEPPE D'ARIMATEA, SAN GIOVANNI EVANGELISTA, NICODEMO, PIA DONNA E SAN FRANCESCO D'ASSISI
Tipo
dipinto
Autore
Pagani Vincenzo 1490/1568 , attr.; motivo dell'attribuzione: bibliografia
Altre attribuzioni: Mazzoli Pierilario
Descrizione
Rimossa dalla sua sede probabilmente nel 1811, rimase a disposizione delle autorità municipali e fu in seguito oggetto delle spoliazioni gregoriane (1844) emigrando a Roma. Fino al 1994 era considerata da Scotucci/ Pierangelini la possibile lunetta della pala d'altare della chiesa della Maddalena a Ripatransone, oggi a Arundel Castle (Inghilterra).
Soggetto
deposizione di Cristo nel sepolcro con la Madonna, San Giuseppe d'Arimatea, San Giovanni Evangelista, Nicodemo, pia donna e San Francesco d'Assisi
Datazione
sec. XVI , 1500 - 1549 Motivo della datazione: bibliografia
Materia e tecnica
olio su tavola
Misure
altezza 82 larghezza 97
Localizzazione
(RM) Roma
Localizzazione presuntaprovenienza presunta: Italia - Marche (AP) Ripatransoneprovenienza: Italia - Lazio (RM) Roma
Collocazione
- Collezione privata
Identificatore
1100000446
Proprietà
proprietà privata
Vincenzo Pagani (Monterubbiano, 1490 ca. – 1568). Nato a Monterubbiano circa nel 1490, deve la sua formazione come pittore alla bottega del padre Giovanni e nelle sue prime opere si rifà alle suggestioni crivellesche. Acquisita una propria individualità, conserva uno stile provinciale subendo l’influsso, oltre che del Crivelli, anche della scuola umbra. Dagli anni '20 l'artista guarda molto alla pittura veneta, conosciuta attraverso Antonio Solario, allora a Fermo e attraverso Lorenzo Lotto, allora a Recanati. Dopo il 1530 subisce l’influenza determinante di Raffaello, che conferisce alle sue opere maggiore scioltezza compositiva ed una più vibrante sensibilità cromatica. Pagani ha disseminato copiosamente le sue opere nelle Marche ed in Umbria, dove ha lavorato su richiesta del figlio Lattanzio, già pittore, divenuto bargello della città di Perugia. Molti suoi dipinti sono andati distrutti, altri, attribuiti ad artisti diversi, oggi vengono invece riconosciuti come suoi. Le sue opere migliori sono all’insegna della grandiosità compositiva e del vivace colorismo: ne è un esempio L’incoronazione di Maria, sita nella Chiesa di San Giacomo a Monteprandone, da molto considerata il suo capolavoro. La cosiddetta Pala Oddi per la chiesa di San Francesco di Perugia (1553: oggi nella perugina Galleria Nazionale dell'Umbria) è considerata la sua ultima opera. Da rilevare che nelle sue pitture, più che le figure, assai interessanti sono i paesaggi nello sfondo, sempre molto freschi ed animati, ove sembra quasi possibile riconoscere “le colline picene, i fiumi, i porti, la costa, i paesi….”

deposizione di Cristo nel sepolcro con la Madonna, San Giuseppe d deposizione di Cristo nel sepolcro con la Madonna, San Giuseppe d