TEATRO LAURO ROSSI
Tipo
comunale(Macrotipo: architettura pubblica e/o di uso pubblico - edifici per lo spettacolo, lo sport ed il tempo libero)
Autore
Baglioni Biagio - decorazioni
Franceschini Gianbattista - progetto della seconda sala teatrale
Felici Cornelio - progetto della seconda sala teatrale
Lazzarelli Giulio - progetto della seconda sala teatrale
Torelli Giacomo - progetto della terzaa sala teatrale
Ventura Lattanzio - progetto di sistemazione della piazza
Mollari Antonio - revisione della copertura
Ferri Gaetano - progetto di retauro non eseguito e sipario
Bonarelli Mariano - scene
Aleandri Ireneo - studio di fattibilità per un nuovo teatro
Galli Antonio - progetto
Bassi Giambattista - sipario
Basoli Antonio - scene
Genovesi Napoleone - scene
Morelli Cosimo - variante progetto
Ghinelli Pietro - progetto scala e atrio
Zannoni Giacomo - decorazioni
Benedettelli Agostino - progetto loggione
Samoggia Luigi - ampliamento
Monti Mario - ampliamento
Grandi Giuliano - progetto edifcio precedente
Locatelli Giuseppe - restauro
costruzione ambito culturale: maestranze locali settecentesche
Descrizione
intero bene - ristrutturazione e ampliamento - secolo XIX - Nel 1868 il sindaco Nazario Pantaleoni affidò al decoratore Luigi Samoggia e all'ingegnere milanese Mario Monti l' incarico di redigere un progetto di ristrutturazione. I lavori comportarono la sistemazione dell'ingresso, la riduzione del numero di colonne nell'atrio, la sostituzione della porta centrale di accesso alla sala, il rafforzamento del soffitto e del pavimento del loggione, l'inclinazione del pavimento della platea, l'eliminazione del palco centrale, l'apertura nel soffitto dell'oculo per la nuova lumiera e l'ampliamento del palcoscenico con la costruzione di un cavalcavia che congiungesse il teatro con la vicina Università. Il fondale del palcoscenico veniva quindi sfondato creando una grande apertura archivoltata nel muro perimetrale dell'edificio. Per reperire i finanziamenti necessari si decise lo scioglimento della società dei condomini e la vendita dei palchi al Comune. I lavori terminarono nel 1871.tetto - restauro - secolo XIX - Nel 1814 l`architetto Giuseppe Locatelli fu incaricato di un progetto di restauro. I lavori si ridussero alla semplice revisione del tetto eseguita da Antonio Mollari nel 1815.intero bene - restauro - secolo XX - Il teatro è restaurato fra il 1984 e il 1989.edificio precedente - costruzione - secolo XV - Nel 1493, attigua alla Torre civica, venne costruita casa De Benedictis dove, nella prima metà del sec. XVI, furono trasferiti una parte dei locali del Comune.edificio precedente - costruzione seconda sala teatrale - secolo XVII - Il 21 febbraio 1663 il Consiglio di Credenza deliberò di ricostruire la sala teatrale aderendo alla proposta avanzata dal Governatore della Marca mons. Agostino Franciotti. Il progetto di massima, ispirato ai teatri veneziani, fu redatto dal maceratese Gianbattista Franceschini, esperto di scenografia. Il progetto definitivo fu redatto dagli architetti e scenografi settempedani Cornelio Felici e Giulio Lazzarelli (o Lazzarini) che dipinsero anche le scene. Quarantacinque condomini versarono 15 scudi a testa per altrettanti palchetti. La sala fu inaugurata il 31 agosto dello stesso anno.intero bene - modifiche al progetto - secolo XVIII - Nel 1771, per volontà della congregazione che sovrintendeva ai lavori, il progetto fu affidato a Cosimo Morelli che ebbe, o che già aveva, l'appalto dei lavori. Il teatro del Morelli prevedeva soltanto quattro ordini di palchi invece dei cinque previsti dal Bibbiena e adottava una diversa soluzione stilistica per l'arcoscenio come risulta dal modello in legno conservato nella pinacoteca. Le grandi e numerose modifiche apportate al palazzo non toccarono la torre civica. I lavori furono conclusi nel 1772 e comportarono una spesa di 2.350 scudi. L'inaugurazione avvenne solamente il 2 gennaio 1774.volta della sala - decorazione - secolo XIX - Nel 1872 Luigi Samoggia dipinse la volta del teatro. Fu inoltre sostituita la balaustra in pietra della scala a tenaglia con una ringhiera in ferro lavorato.intero bene - proprietà e nuova titolazione - secolo XIX - Nel 1872 il Comume rientrò in possesso del teatro che nel 1884 fu dedicato al musicista maceratese Lauro Rossi.intero bene - ristrutturazione - secolo XX - Nel 1927-28, svincolati i palchi dalla gestione condominiale, si sottopose il teatro ad un ulteriore restauro nel corso del quale, per assicurare maggiore stabilità all'ala sinistra del proscenio, si soppresse l'arco di sostegno, che presentava preoccupanti lesioni, con una triplice intelaiatura di travi in ferro rendendo così possibile la creazione della fossa armonica e l'ampliamento della platea con tre file di poltrone. Il prospetto sulla piazza fu inoltre modificato rendendo le altre porte delle botteghe uguali a quella dell'ingresso già esistente. Si sostituì inoltre il sipario ottocentesco.scalone - obliterazione decorazioni - secolo XX - Nel 1967 un ulteriore restauro eliminò l`atrio a colonne e coprì con intonaco le decorazioni ottocentesche dello scalone.atrio - ampliamento - secolo XX - Intorno alla metà del sec. XX si operò un radicale restauro del tetto affiancando le vecchie capriate in legno con delle altre in ferro, inoltre fu ampliato l'atrio al piano terra riaprendo la parte est dell'entrata.scala e atrio - rifacimento - secolo XIX - Nel 1833 Gaetano Ferri e Pietro Ghinelli furono incaricati di redigere due progetti di restauro. Fu scelto il progetto di quest'ultimo che rifece la scala a tenaglia e l'atrio a colonne. Al Ferri, che aveva già dipinto alcune scene nel 1830, fu affidata nel 1835 la realizzazione di un nuovo sipario con il panorama della città fiancheggiato dalle personificazioni del Chienti e del Potenza. Sempre in questo anno Giacomo Zannoni e Biagio Baglioni realizzarono non meglio specificati ornati.intero bene - restauro e proposta di sopraelevazione - secolo XVIII - Intorno al 1790 si resero necessari alcuni lavori di restauro. Nel 1808 si riscontrava la pericolosità del tetto che minacciava di crollareedificio precedente - costruzione terza sala teatrale - secolo XVII - Nel 1664 mons. Franciotti, d`accordo coi Deputati del teatro, incaricò Giacomo Torelli da Fano, già architetto del re di Francia, di redigere un nuovo progetto per la sala teatrale, risultata subito troppo stretta. Nel 1688 fu ampliata di 7 palchetti occupando parte del Salone delle Udienze. Il nuovo teatro fu completato entro il 1695. Il Torelli fornì anche i progetti per le scenografie.edificio precedente - ampliamento - secolo XVI - Nel 1583 Il Consiglio Comunale deliberò di costruire il nuovo Palazzo comunale. I lavori iniziarono nel 1585 sotto la direzione dell'architetto maceratese Giuliano Grandi che accorpò casa De Benedictis (già adibita a sede comunale) con l'attigua casa Ridolfini. I lavori terminarono nel 1587 seguendo i consigli di Lattanzio Ventura che, per volere del Legato pontificio cardinale Alessandro Sforza, stava realizzando la sistemazione della piazza. All'interno del palazzo venne ricavata una stanza per le pubbliche rappresentazioni che fu denominata `Sala della Commedia`. Fu questa sala, di cui non rimangono né descrizioni né tracce, a costituire il nucleo delle successive trasformazioni che consacrarono il palazzo a divenire sede esclusiva del teatro cittadino.nuovo teatro - proposta di costruzione - secolo XVIII - Nel 1748, per soddisfare la sempre crescente richiesta di un palco da parte delle nobili famiglie, si propose di realizzare un nuovo teatro sull'area retrostante l'attuale palazzo della Prefettura. La proposta non ebbe seguito.intero bene - costruzione - secolo XVIII - Nel 1765 quarantasei nobili maceratesi (Nobili Condomini) si tassarono per ampliare il teatro, occupando le vicine stanze dell'archivio, del Monte di Pietà e della dogana. Il progetto fu affidato ad Antonio Galli, detto il Bibbiena (o Bibiena).scenografie - realizzazione - secolo XIX - Tra il 1839 e il 1840 Napoleone Genovesi da Mantova e Mariano Bonarelli da Ancona dipinsero alcune scene per varie opere. Altre scene furono dipinte all'inizio del secolo da Antonio Basoli da Castelguelfo.loggione - costruzione - secolo XIX - Nel 1855 (1836 secondo B 03000638) Agostino Benedettelli trasformò il quarto ordine di palchi in loggione. Contemporaneamente si intervenne sulla decorazione pittorica.nuovo teatro - studio di fattibilità - secolo XIX - L`architetto Ireneo Aleandri fu incaricato di esaminare la possibilità di alzare un nuovo teatro ed individuò due aree ove sarebbe stato possibile realizzare tale progetto: quella occupata dall'ex convento di S. Francesco o quella occupata dalla chiesa di S. Paolo. Infine prospettò di ricostruire il nuovo teatro sul luogo di quello esistente, che sarebbe stato demolito, occupando buona parte dell'area dove sorge il palazzo Conventati. Tutte queste soluzioni comportavano una spesa talmente elevata che il sindaco Nazario Pantaleoni consigliò i condomini di restaurare il teatro esistente.
Localizzazione
(MC) Macerata
Identificatore
1100019000

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