EREMO DELLE GROTTE
Tipo
convento camaldolese
Autore
Tucchi Apollonio - progetto
maestranze camaldolesi analisi dei caratteri stilistici e costruttivi (n.d.c.)
Descrizione

grotte, Negli anni attorno al mille qualche monaco camaldolesa del soprastante monastero, detto la Romitella delle Mandriole, scava alcune grotte per ritirarvisi a vita eremitica.

grotte, Negli anni attorno al mille qualche monaco camaldolesa del soprastante monastero, detto la Romitella delle Mandriole, scava alcune grotte per ritirarvisi a vita eremitica.

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grotte, Negli anni attorno al mille qualche monaco camaldolesa del soprastante monastero, detto la Romitella delle Mandriole, scava alcune grotte per ritirarvisi a vita eremitica.

area di sedime, Il luogo, di proprietà di Giuntolo di Giovanni da Poggio Cupro, fu donato nel 1293 a Giovanni Maris che insieme con Matteo Sabbatini, due venerabili monaci entrambi di Massaccio, vi conduceva vita di preghiera e di penitenza

area di sedime, Il luogo, di proprietà di Giuntolo di Giovanni da Poggio Cupro, fu donato nel 1293 a Giovanni Maris che insieme con Matteo Sabbatini, due venerabili monaci entrambi di Massaccio, vi conduceva vita di preghiera e di penitenza

area di sedime, Il luogo, di proprietà di Giuntolo di Giovanni da Poggio Cupro, fu donato nel 1293 a Giovanni Maris che insieme con Matteo Sabbatini, due venerabili monaci entrambi di Massaccio, vi conduceva vita di preghiera e di penitenza

area di sedime, Il luogo, di proprietà di Giuntolo di Giovanni da Poggio Cupro, fu donato nel 1293 a Giovanni Maris che insieme con Matteo Sabbatini, due venerabili monaci entrambi di Massaccio, vi conduceva vita di preghiera e di penitenza

area di sedime, Il luogo, di proprietà di Giuntolo di Giovanni da Poggio Cupro, fu donato nel 1293 a Giovanni Maris che insieme con Matteo Sabbatini, due venerabili monaci entrambi di Massaccio, vi conduceva vita di preghiera e di penitenza

area di sedime, Il luogo, di proprietà di Giuntolo di Giovanni da Poggio Cupro, fu donato nel 1293 a Giovanni Maris che insieme con Matteo Sabbatini, due venerabili monaci entrambi di Massaccio, vi conduceva vita di preghiera e di penitenza

area di sedime, Il luogo, di proprietà di Giuntolo di Giovanni da Poggio Cupro, fu donato nel 1293 a Giovanni Maris che insieme con Matteo Sabbatini, due venerabili monaci entrambi di Massaccio, vi conduceva vita di preghiera e di penitenza

intero bene, Rimasto deserto per quasi due secoli, l'eremo accolse di nuovo altri monaci all'inizio del '500, tra i più famosi fu il veneto Tommaso Giustiniani che nel 1520 vi andò ad abitare, ivi gettò i primi fondamenti della Congregazione di Monte Corona, vi vestì i primi seguaci, vi celebrò il primo Capitolo della nuova Congregazione, vi accolse ed istruì Ludovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone, che poi fondarono l'Ordine dei Cappuccini. Ciò accadeva nella terza decade del sec. XVI.

intero bene, Rimasto deserto per quasi due secoli, l'eremo accolse di nuovo altri monaci all'inizio del '500, tra i più famosi fu il veneto Tommaso Giustiniani che nel 1520 vi andò ad abitare, ivi gettò i primi fondamenti della Congregazione di Monte Corona, vi vestì i primi seguaci, vi celebrò il primo Capitolo della nuova Congregazione, vi accolse ed istruì Ludovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone, che poi fondarono l'Ordine dei Cappuccini. Ciò accadeva nella terza decade del sec. XVI.

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intero bene, Rimasto deserto per quasi due secoli, l'eremo accolse di nuovo altri monaci all'inizio del '500, tra i più famosi fu il veneto Tommaso Giustiniani che nel 1520 vi andò ad abitare, ivi gettò i primi fondamenti della Congregazione di Monte Corona, vi vestì i primi seguaci, vi celebrò il primo Capitolo della nuova Congregazione, vi accolse ed istruì Ludovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone, che poi fondarono l'Ordine dei Cappuccini. Ciò accadeva nella terza decade del sec. XVI.

intero bene, Rimasto deserto per quasi due secoli, l'eremo accolse di nuovo altri monaci all'inizio del '500, tra i più famosi fu il veneto Tommaso Giustiniani che nel 1520 vi andò ad abitare, ivi gettò i primi fondamenti della Congregazione di Monte Corona, vi vestì i primi seguaci, vi celebrò il primo Capitolo della nuova Congregazione, vi accolse ed istruì Ludovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone, che poi fondarono l'Ordine dei Cappuccini. Ciò accadeva nella terza decade del sec. XVI.

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intero bene, Rimasto deserto per quasi due secoli, l'eremo accolse di nuovo altri monaci all'inizio del '500, tra i più famosi fu il veneto Tommaso Giustiniani che nel 1520 vi andò ad abitare, ivi gettò i primi fondamenti della Congregazione di Monte Corona, vi vestì i primi seguaci, vi celebrò il primo Capitolo della nuova Congregazione, vi accolse ed istruì Ludovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone, che poi fondarono l'Ordine dei Cappuccini. Ciò accadeva nella terza decade del sec. XVI.

intero bene, I monaci edificarono gradualmente l'adiacente monastero. Negli anni furono costruite la chiesa maggiore, la Cappella di S. Romualdo e altre due cappelle, verso nord-est sorgeva un edificio contenente sacrestia, foresteria, refettorio, officine, granai, dispensa e cantina. Erano state costruite anche cinque celle isolate in linea con i rispettivi orti. Il convento fu dotato anche di un pregevolissimo altare di maiolica, opera di Pietropaolo Agabiti, che oggi si trova presso il museo civico di Jesi.

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intero bene, Su progetto del monaco Don Apollonio Tucchi, l'edificazione avvenne su di uno spianamento ottenuto nella parte centrale della vallata. Si eresse un lungo corpo di fabbrica parallelo al torrente in direzione nord-est/sud-ovest, che inglobò due delle cinque celle isolate preesistenti. Un altro fabbricato trasversale, collegato al precedente, chiuse il fronte della valle e congiunse il nuovo corpo con il vecchio nucleo. Infine un altro corpo traverso, verso la rupe, crea un'ampia corte interna chiusa su quattro lati. I nuovo locali ospitavano l'infermeria, la foresteria, una ben fornita libreria, la sala capitolare, un mulino ad acqua, un forno, un lavatoio a sei vasche di terracotta smaltata e le officine.

intero bene, Su progetto del monaco Don Apollonio Tucchi, l'edificazione avvenne su di uno spianamento ottenuto nella parte centrale della vallata. Si eresse un lungo corpo di fabbrica parallelo al torrente in direzione nord-est/sud-ovest, che inglobò due delle cinque celle isolate preesistenti. Un altro fabbricato trasversale, collegato al precedente, chiuse il fronte della valle e congiunse il nuovo corpo con il vecchio nucleo. Infine un altro corpo traverso, verso la rupe, crea un'ampia corte interna chiusa su quattro lati. I nuovo locali ospitavano l'infermeria, la foresteria, una ben fornita libreria, la sala capitolare, un mulino ad acqua, un forno, un lavatoio a sei vasche di terracotta smaltata e le officine.

intero bene, Su progetto del monaco Don Apollonio Tucchi, l'edificazione avvenne su di uno spianamento ottenuto nella parte centrale della vallata. Si eresse un lungo corpo di fabbrica parallelo al torrente in direzione nord-est/sud-ovest, che inglobò due delle cinque celle isolate preesistenti. Un altro fabbricato trasversale, collegato al precedente, chiuse il fronte della valle e congiunse il nuovo corpo con il vecchio nucleo. Infine un altro corpo traverso, verso la rupe, crea un'ampia corte interna chiusa su quattro lati. I nuovo locali ospitavano l'infermeria, la foresteria, una ben fornita libreria, la sala capitolare, un mulino ad acqua, un forno, un lavatoio a sei vasche di terracotta smaltata e le officine.

intero bene, Su progetto del monaco Don Apollonio Tucchi, l'edificazione avvenne su di uno spianamento ottenuto nella parte centrale della vallata. Si eresse un lungo corpo di fabbrica parallelo al torrente in direzione nord-est/sud-ovest, che inglobò due delle cinque celle isolate preesistenti. Un altro fabbricato trasversale, collegato al precedente, chiuse il fronte della valle e congiunse il nuovo corpo con il vecchio nucleo. Infine un altro corpo traverso, verso la rupe, crea un'ampia corte interna chiusa su quattro lati. I nuovo locali ospitavano l'infermeria, la foresteria, una ben fornita libreria, la sala capitolare, un mulino ad acqua, un forno, un lavatoio a sei vasche di terracotta smaltata e le officine.

intero bene, Su progetto del monaco Don Apollonio Tucchi, l'edificazione avvenne su di uno spianamento ottenuto nella parte centrale della vallata. Si eresse un lungo corpo di fabbrica parallelo al torrente in direzione nord-est/sud-ovest, che inglobò due delle cinque celle isolate preesistenti. Un altro fabbricato trasversale, collegato al precedente, chiuse il fronte della valle e congiunse il nuovo corpo con il vecchio nucleo. Infine un altro corpo traverso, verso la rupe, crea un'ampia corte interna chiusa su quattro lati. I nuovo locali ospitavano l'infermeria, la foresteria, una ben fornita libreria, la sala capitolare, un mulino ad acqua, un forno, un lavatoio a sei vasche di terracotta smaltata e le officine.

chiesa, Nel 1792 si costruì la chiesa sopraelevata dedicata a S. Giuseppe.

chiesa, Nel 1792 si costruì la chiesa sopraelevata dedicata a S. Giuseppe.

chiesa, Nel 1792 si costruì la chiesa sopraelevata dedicata a S. Giuseppe.

chiesa, Nel 1792 si costruì la chiesa sopraelevata dedicata a S. Giuseppe.

chiesa, Nel 1792 si costruì la chiesa sopraelevata dedicata a S. Giuseppe.

intero bene, Il monastero ebbe vita fiorente ed illustre, per la santità dei suoi monaci, fino al 1866 quando questi, con dolore di tutti, furono cacciati con forza la notte di capodanno dalle legge di soppressione degli Ordini religiosi.

intero bene, Il monastero ebbe vita fiorente ed illustre, per la santità dei suoi monaci, fino al 1866 quando questi, con dolore di tutti, furono cacciati con forza la notte di capodanno dalle legge di soppressione degli Ordini religiosi.

intero bene, Il monastero ebbe vita fiorente ed illustre, per la santità dei suoi monaci, fino al 1866 quando questi, con dolore di tutti, furono cacciati con forza la notte di capodanno dalle legge di soppressione degli Ordini religiosi.

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intero bene, Il monastero ebbe vita fiorente ed illustre, per la santità dei suoi monaci, fino al 1866 quando questi, con dolore di tutti, furono cacciati con forza la notte di capodanno dalle legge di soppressione degli Ordini religiosi.

intero bene, Il monastero ebbe vita fiorente ed illustre, per la santità dei suoi monaci, fino al 1866 quando questi, con dolore di tutti, furono cacciati con forza la notte di capodanno dalle legge di soppressione degli Ordini religiosi.

intero bene, Attorno al 1874 fu concesso ai monaci superstiti di ritornare nell'Eremo, questi non vi trovarono più, tra l'altro, la biblioteca e l'altare dell'Agabiti.

intero bene, Attorno al 1874 fu concesso ai monaci superstiti di ritornare nell'Eremo, questi non vi trovarono più, tra l'altro, la biblioteca e l'altare dell'Agabiti.

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intero bene, Attorno al 1874 fu concesso ai monaci superstiti di ritornare nell'Eremo, questi non vi trovarono più, tra l'altro, la biblioteca e l'altare dell'Agabiti.

intero bene, Attorno al 1874 fu concesso ai monaci superstiti di ritornare nell'Eremo, questi non vi trovarono più, tra l'altro, la biblioteca e l'altare dell'Agabiti.

intero bene, Nel 1929 gli ultimi otto monaci Coronesi, quasi tutti polacchi, lasciarono definitivamente il monastero: tenuto poi in affitto per alcuni anni dal priore di Cupramontana.

intero bene, Nel 1929 gli ultimi otto monaci Coronesi, quasi tutti polacchi, lasciarono definitivamente il monastero: tenuto poi in affitto per alcuni anni dal priore di Cupramontana.

intero bene, Nel 1929 gli ultimi otto monaci Coronesi, quasi tutti polacchi, lasciarono definitivamente il monastero: tenuto poi in affitto per alcuni anni dal priore di Cupramontana.

intero bene, Nel 1929 gli ultimi otto monaci Coronesi, quasi tutti polacchi, lasciarono definitivamente il monastero: tenuto poi in affitto per alcuni anni dal priore di Cupramontana.

intero bene, Nel 1929 gli ultimi otto monaci Coronesi, quasi tutti polacchi, lasciarono definitivamente il monastero: tenuto poi in affitto per alcuni anni dal priore di Cupramontana.

intero bene, Il cavalier Dino Dottori, proprietario di terreni limitrofi, acquistò il monastero dalla Casa Generalizia di Frascati dei Frati Coronasi nel 1938.

intero bene, Nel 1971, dopo la morte del Coppari, il monastero venne ceduto alla società Eremo srl, attualmente proprietaria del complesso.

intero bene, Nella seconda decade di aprile del 1986, le grotte costituenti il nucleo più antico ed affascinante dell'Eremo sono franate compromettendo ulteriormente la salvaguardia di una testimonianza che riassume la storia stessa e la civiltà di Cupramontana.

intero bene, Il giorno 26 settembre 1997 ha inizio una crisi sismica che provoca nell'edificio i seguenti danni: il monastero si trova in condizioni fatiscenti e di abbandono, il sisma ha contribuito ad aggravare la precaria situazione.

Datazione
X - XI
Localizzazione
(AN) Cupramontana
Identificatore
1100046557
Proprietà
proprietà privata

Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo delle Grotte Eremo dei Frati Bianchi (o San Giuseppe delle Grotte)