CHIESA DELLA SS. ASSUNTA
Tipo
chiesa cattedrale
Autore
Giorgio da Como - costruzione gotica
Palmieri Giacomo - rosone
Bonaventura da Imola - monumento funebre Giovanni Visconti da Oleggio
Guiducci Domenico - decorazione abside
Vittoria Alessandro - monumento Funebre Orazio Brancadoro
Boscoli Andrea - pala d'altare
Morelli Cosimo - costruzione settecentesca
Panfili Pio - decorazione interna
Vecchi Giovanni - coro
Del Zozzo Gino - cattedra episcopale lignea
Callido Gaetano - organo
Cardarelli Domenico - monumento funebre Contessa di Lusazia
Cantalemessa Carboni Ignazio - monumento funebre progetto Giuseppe Colucci
Paci Emidio - monumento funebre realizzazione Giuseppe Colucci
Paci Giorgio - monumento funebre realizzazione Giuseppe Colucci
Sacconi Giuseppe - restauro cella campanaria
Breccia Giuseppe - restauro
Liozzi Antonio - tela
maestranze romano-bizantine 03001859 (p. 15)
romanico locale 03001857 (p. 3)
romanico locale 03001859 (pp.:8
romanico locale 03001860 (p.112)
romanico locale 03000710 (p.112)
maestranze lombardo-venete trecentesche 03001856 (pp. 44...45)
maestranze lombardo-venete trecentesche 03001858 (pp.:10
maestranze lombardo-venete trecentesche 03001859 (pp.:10
maestranze lombardo-venete trecentesche 03001860 (pp.:112
maestranze locali-emiliane settecentesche 03001856 (pp. 48...49)
maestranze locali-emiliane settecentesche 03001858 (pp.:18
maestranze locali-emiliane settecentesche 03001859 (p.11)
maestranze locali-emiliane settecentesche 03001853 (p.137)
Descrizione

preesistenza, Esisteva nella Città di Fermo, anteriormente all'incendio del 1176, un tempio dedicato a Maria SS. Assunta in Cielo. Si pensa che fosse stato eretto tra il V-VI secolo, con impianto a tre navate, forse sulle rovine di un tempio già dedicato a Giove.

preesistenza, Esisteva nella Città di Fermo, anteriormente all'incendio del 1176, un tempio dedicato a Maria SS. Assunta in Cielo. Si pensa che fosse stato eretto tra il V-VI secolo, con impianto a tre navate, forse sulle rovine di un tempio già dedicato a Giove.

preesistenza, Esisteva nella Città di Fermo, anteriormente all'incendio del 1176, un tempio dedicato a Maria SS. Assunta in Cielo. Si pensa che fosse stato eretto tra il V-VI secolo, con impianto a tre navate, forse sulle rovine di un tempio già dedicato a Giove.

preesistenza, Esisteva nella Città di Fermo, anteriormente all'incendio del 1176, un tempio dedicato a Maria SS. Assunta in Cielo. Si pensa che fosse stato eretto tra il V-VI secolo, con impianto a tre navate, forse sulle rovine di un tempio già dedicato a Giove.

struttura romanica, La costruzione romanica, di cui restano nello spazio ipogeo le basi di quattro pilastri quadrati, viene fatta risalire, da alcuni, al vescovato di Lupo (826-844), cioè al IX secolo, da altri a quello di Odalrico (1055-1074), cioè all'XI secolo.

struttura romanica, La costruzione romanica, di cui restano nello spazio ipogeo le basi di quattro pilastri quadrati, viene fatta risalire, da alcuni, al vescovato di Lupo (826-844), cioè al IX secolo, da altri a quello di Odalrico (1055-1074), cioè all'XI secolo.

struttura romanica, La costruzione romanica, di cui restano nello spazio ipogeo le basi di quattro pilastri quadrati, viene fatta risalire, da alcuni, al vescovato di Lupo (826-844), cioè al IX secolo, da altri a quello di Odalrico (1055-1074), cioè all'XI secolo.

struttura romanica, La costruzione romanica, di cui restano nello spazio ipogeo le basi di quattro pilastri quadrati, viene fatta risalire, da alcuni, al vescovato di Lupo (826-844), cioè al IX secolo, da altri a quello di Odalrico (1055-1074), cioè all'XI secolo.

intero bene, La fabbrica venne distrutta il giorno 21 settembre del 1176 durante l'incendio dell Città di Fermo, compiuto dall'arcivescovo Cristiano di Magonza, per ordine di Federico I detto il Barbarossa.

intero bene, La fabbrica venne distrutta il giorno 21 settembre del 1176 durante l'incendio dell Città di Fermo, compiuto dall'arcivescovo Cristiano di Magonza, per ordine di Federico I detto il Barbarossa.

intero bene, La fabbrica venne distrutta il giorno 21 settembre del 1176 durante l'incendio dell Città di Fermo, compiuto dall'arcivescovo Cristiano di Magonza, per ordine di Federico I detto il Barbarossa.

intero bene, La fabbrica venne distrutta il giorno 21 settembre del 1176 durante l'incendio dell Città di Fermo, compiuto dall'arcivescovo Cristiano di Magonza, per ordine di Federico I detto il Barbarossa.

intero bene, La fabbrica venne distrutta il giorno 21 settembre del 1176 durante l'incendio dell Città di Fermo, compiuto dall'arcivescovo Cristiano di Magonza, per ordine di Federico I detto il Barbarossa.

intero bene, La fabbrica venne distrutta il giorno 21 settembre del 1176 durante l'incendio dell Città di Fermo, compiuto dall'arcivescovo Cristiano di Magonza, per ordine di Federico I detto il Barbarossa.

intero bene, L'arcivescovo Cristiano di Magonza, reintegrata la città di Fermo dei suoi diritti, a partire dal 22 gennaio 1177, cominciò a restaurare la fabbrica. Lo stesso Pontefice, Alessandro III, da Venezia, con una sua lettera datata 1177, esortava tutti gli abitanti della Marca `pro reparazione Ecclesiae Firmenae`.

intero bene, L'arcivescovo Cristiano di Magonza, reintegrata la città di Fermo dei suoi diritti, a partire dal 22 gennaio 1177, cominciò a restaurare la fabbrica. Lo stesso Pontefice, Alessandro III, da Venezia, con una sua lettera datata 1177, esortava tutti gli abitanti della Marca `pro reparazione Ecclesiae Firmenae`.

intero bene, Un'iscrizione a caratteri gotici, posta di fianco alla porta laterale, testimonia di un certo Bartolomeo Mansionario, che promosse il rifacimento della facciata e di un Maestro Giorgio da Como, architetto che lo eseguì a partire dal 1227, sotto il vescovo Filippo II. I lavori durarono probabilmente fino al 1250.

intero bene, Un'iscrizione a caratteri gotici, posta di fianco alla porta laterale, testimonia di un certo Bartolomeo Mansionario, che promosse il rifacimento della facciata e di un Maestro Giorgio da Como, architetto che lo eseguì a partire dal 1227, sotto il vescovo Filippo II. I lavori durarono probabilmente fino al 1250.

intero bene, Un'iscrizione a caratteri gotici, posta di fianco alla porta laterale, testimonia di un certo Bartolomeo Mansionario, che promosse il rifacimento della facciata e di un Maestro Giorgio da Como, architetto che lo eseguì a partire dal 1227, sotto il vescovo Filippo II. I lavori durarono probabilmente fino al 1250.

intero bene, Un'iscrizione a caratteri gotici, posta di fianco alla porta laterale, testimonia di un certo Bartolomeo Mansionario, che promosse il rifacimento della facciata e di un Maestro Giorgio da Como, architetto che lo eseguì a partire dal 1227, sotto il vescovo Filippo II. I lavori durarono probabilmente fino al 1250.

intero bene, Un'iscrizione a caratteri gotici, posta di fianco alla porta laterale, testimonia di un certo Bartolomeo Mansionario, che promosse il rifacimento della facciata e di un Maestro Giorgio da Como, architetto che lo eseguì a partire dal 1227, sotto il vescovo Filippo II. I lavori durarono probabilmente fino al 1250.

intero bene, Un'iscrizione a caratteri gotici, posta di fianco alla porta laterale, testimonia di un certo Bartolomeo Mansionario, che promosse il rifacimento della facciata e di un Maestro Giorgio da Como, architetto che lo eseguì a partire dal 1227, sotto il vescovo Filippo II. I lavori durarono probabilmente fino al 1250.

intero bene, Un'iscrizione a caratteri gotici, posta di fianco alla porta laterale, testimonia di un certo Bartolomeo Mansionario, che promosse il rifacimento della facciata e di un Maestro Giorgio da Como, architetto che lo eseguì a partire dal 1227, sotto il vescovo Filippo II. I lavori durarono probabilmente fino al 1250.

intero bene, Un'iscrizione a caratteri gotici, posta di fianco alla porta laterale, testimonia di un certo Bartolomeo Mansionario, che promosse il rifacimento della facciata e di un Maestro Giorgio da Como, architetto che lo eseguì a partire dal 1227, sotto il vescovo Filippo II. I lavori durarono probabilmente fino al 1250.

rosone, Il rosone è costituito da dodici raggi formati da colonnine convergenti al centro. Dalle due iscrizioni, una delle quali nella facciata, e l'altra nel convesso del rosone, rivela che l'opera fu eseguita nel 1348, dal maestro Giacomo Palmieri, scultore fermano.

rosone, Il rosone è costituito da dodici raggi formati da colonnine convergenti al centro. Dalle due iscrizioni, una delle quali nella facciata, e l'altra nel convesso del rosone, rivela che l'opera fu eseguita nel 1348, dal maestro Giacomo Palmieri, scultore fermano.

rosone, Il rosone è costituito da dodici raggi formati da colonnine convergenti al centro. Dalle due iscrizioni, una delle quali nella facciata, e l'altra nel convesso del rosone, rivela che l'opera fu eseguita nel 1348, dal maestro Giacomo Palmieri, scultore fermano.

rosone, Il rosone è costituito da dodici raggi formati da colonnine convergenti al centro. Dalle due iscrizioni, una delle quali nella facciata, e l'altra nel convesso del rosone, rivela che l'opera fu eseguita nel 1348, dal maestro Giacomo Palmieri, scultore fermano.

rosone, Il rosone è costituito da dodici raggi formati da colonnine convergenti al centro. Dalle due iscrizioni, una delle quali nella facciata, e l'altra nel convesso del rosone, rivela che l'opera fu eseguita nel 1348, dal maestro Giacomo Palmieri, scultore fermano.

rosone, Il rosone è costituito da dodici raggi formati da colonnine convergenti al centro. Dalle due iscrizioni, una delle quali nella facciata, e l'altra nel convesso del rosone, rivela che l'opera fu eseguita nel 1348, dal maestro Giacomo Palmieri, scultore fermano.

rosone, Il rosone è costituito da dodici raggi formati da colonnine convergenti al centro. Dalle due iscrizioni, una delle quali nella facciata, e l'altra nel convesso del rosone, rivela che l'opera fu eseguita nel 1348, dal maestro Giacomo Palmieri, scultore fermano.

intero bene, Nel 1351 l'interno della chiesa fu restaurato ed ampliato.

intero bene, Nel 1351 l'interno della chiesa fu restaurato ed ampliato.

intero bene, Nel 1351 il vescovo Bongiovanni consacrò l'altare maggiore.

intero bene, Nel 1351 il vescovo Bongiovanni consacrò l'altare maggiore.

tribuna, Nel 1391, sotto il vescovo Vetulis, fu realizzata la tribuna.

tribuna, Nel 1391, sotto il vescovo Vetulis, fu realizzata la tribuna.

decorazione abside, Nel 1391, sotto il vescovo Vetulis, fu affrescata l'abside, dall'urbinate Domenico Guiducci.

torre campanaria, Intorno alla metà del XV secolo venne restaurata la torre campanaria.

navata centrale, Nel 1535, sotto il vescovato del cardinale Gaddi, fu realizzato un soffitto a cassettoni nella navata centrale.

intero bene, Il pontefice Sisto V, con propria Bolla del 24 maggio 1589, elevava la Cattedrale alla dignità di Metropolitana.

cappella interna, Il cardinale Bandini realizzava nel 1596 la Cappella di S. Giovanni.

intero bene, Sotto il cardinal Alessandro Strozzi (1606-1621) si realizzavano diversi interventi di restauro.

intero bene, Sotto il cardinal Alessandro Strozzi (1606-1621) si realizzavano diversi interventi di restauro.

intero bene, Nel 1726, celebrato il Secondo Concilio Provinciale dopo l'erezione a Metropolitana, l'arcivescovo Alessandro IV Borgia consacrò la chiesa.

intero bene, Dal 1731 al 1747, sotto l'arcivescovo Alessandro Borgia, si restaurò tutto l'esterno con pietra d'Istria, si pose il gruppo bronzeo dell'Assunta nella nicchia archivolta, aperta nella cuspide del portale maggiore, si restaurò la torre e anche l'ambone in marmo.

intero bene, Dal 1731 al 1747, sotto l'arcivescovo Alessandro Borgia, si restaurò tutto l'esterno con pietra d'Istria, si pose il gruppo bronzeo dell'Assunta nella nicchia archivolta, aperta nella cuspide del portale maggiore, si restaurò la torre e anche l'ambone in marmo.

intero bene, Dal 1731 al 1747, sotto l'arcivescovo Alessandro Borgia, si restaurò tutto l'esterno con pietra d'Istria, si pose il gruppo bronzeo dell'Assunta nella nicchia archivolta, aperta nella cuspide del portale maggiore, si restaurò la torre e anche l'ambone in marmo.

intero bene, L'arcivescovo Andrea Minucci da Serravalle, ottenne dal sommo pontefice PIO VI, con motu proprio del 7 aprile 1781, il permesso di restaurare l'edificio, ma i restauri volsero ad un totale rinnovamento. Rimasta in piedi la facciata principale, parte della laterale e la torre, il resto venne riedificato su disegno di Cosimo Morelli da Imola, architetto favorito di Clemente XIV e Pio VI. I lavori, diretti dall'architetto Luigi Paglialunga di Fermo ed eseguiti da maestranze locali, vennero terminati in nove anni.

intero bene, L'arcivescovo Andrea Minucci da Serravalle, ottenne dal sommo pontefice PIO VI, con motu proprio del 7 aprile 1781, il permesso di restaurare l'edificio, ma i restauri volsero ad un totale rinnovamento. Rimasta in piedi la facciata principale, parte della laterale e la torre, il resto venne riedificato su disegno di Cosimo Morelli da Imola, architetto favorito di Clemente XIV e Pio VI. I lavori, diretti dall'architetto Luigi Paglialunga di Fermo ed eseguiti da maestranze locali, vennero terminati in nove anni.

intero bene, L'arcivescovo Andrea Minucci da Serravalle, ottenne dal sommo pontefice PIO VI, con motu proprio del 7 aprile 1781, il permesso di restaurare l'edificio, ma i restauri volsero ad un totale rinnovamento. Rimasta in piedi la facciata principale, parte della laterale e la torre, il resto venne riedificato su disegno di Cosimo Morelli da Imola, architetto favorito di Clemente XIV e Pio VI. I lavori, diretti dall'architetto Luigi Paglialunga di Fermo ed eseguiti da maestranze locali, vennero terminati in nove anni.

intero bene, L'arcivescovo Andrea Minucci da Serravalle, ottenne dal sommo pontefice PIO VI, con motu proprio del 7 aprile 1781, il permesso di restaurare l'edificio, ma i restauri volsero ad un totale rinnovamento. Rimasta in piedi la facciata principale, parte della laterale e la torre, il resto venne riedificato su disegno di Cosimo Morelli da Imola, architetto favorito di Clemente XIV e Pio VI. I lavori, diretti dall'architetto Luigi Paglialunga di Fermo ed eseguiti da maestranze locali, vennero terminati in nove anni.

intero bene, L'arcivescovo Andrea Minucci da Serravalle, ottenne dal sommo pontefice PIO VI, con motu proprio del 7 aprile 1781, il permesso di restaurare l'edificio, ma i restauri volsero ad un totale rinnovamento. Rimasta in piedi la facciata principale, parte della laterale e la torre, il resto venne riedificato su disegno di Cosimo Morelli da Imola, architetto favorito di Clemente XIV e Pio VI. I lavori, diretti dall'architetto Luigi Paglialunga di Fermo ed eseguiti da maestranze locali, vennero terminati in nove anni.

intero bene, L'arcivescovo Andrea Minucci da Serravalle, ottenne dal sommo pontefice PIO VI, con motu proprio del 7 aprile 1781, il permesso di restaurare l'edificio, ma i restauri volsero ad un totale rinnovamento. Rimasta in piedi la facciata principale, parte della laterale e la torre, il resto venne riedificato su disegno di Cosimo Morelli da Imola, architetto favorito di Clemente XIV e Pio VI. I lavori, diretti dall'architetto Luigi Paglialunga di Fermo ed eseguiti da maestranze locali, vennero terminati in nove anni.

intero bene, L'arcivescovo Andrea Minucci da Serravalle, ottenne dal sommo pontefice PIO VI, con motu proprio del 7 aprile 1781, il permesso di restaurare l'edificio, ma i restauri volsero ad un totale rinnovamento. Rimasta in piedi la facciata principale, parte della laterale e la torre, il resto venne riedificato su disegno di Cosimo Morelli da Imola, architetto favorito di Clemente XIV e Pio VI. I lavori, diretti dall'architetto Luigi Paglialunga di Fermo ed eseguiti da maestranze locali, vennero terminati in nove anni.

decorazione interna, Fu realizzata, tra il 1787 edil 1789, da Pio Panfili di Porto San Giorgio, accademico clementino a Bologna, la decorazione della nuova chiesa.

decorazione interna, Fu realizzata, tra il 1787 edil 1789, da Pio Panfili di Porto San Giorgio, accademico clementino a Bologna, la decorazione della nuova chiesa.

decorazione interna, Fu realizzata, tra il 1787 edil 1789, da Pio Panfili di Porto San Giorgio, accademico clementino a Bologna, la decorazione della nuova chiesa.

decorazione interna, Fu realizzata, tra il 1787 edil 1789, da Pio Panfili di Porto San Giorgio, accademico clementino a Bologna, la decorazione della nuova chiesa.

intero bene, Fu inaugurata solennemente l'8 dicembre del 1855 dal cardinale De Angelis in nome del Pontefice PIO IX.

copertura, Sotto il vescovato del cardinale De Angelis si pose mano, tra il 1873 ed il 1874, al rifacimento della copertura, che minacciava rovina.

cella campanaria, Il restauro della cella campanaria fu operato, nel 1898, dall'architetto Giuseppe Sacconi.

pavimentazione, La necessità di sostituire la consumata pavimentazione in cotto con dei marmi, portò ai lunghi lavori di restauro che vanno dal 1934 al 24 marzo 1940. In questa occasione furono portate alla luce i resti romani, paleocristiani e romanici della fabbrica.

pavimentazione, La necessità di sostituire la consumata pavimentazione in cotto con dei marmi, portò ai lunghi lavori di restauro che vanno dal 1934 al 24 marzo 1940. In questa occasione furono portate alla luce i resti romani, paleocristiani e romanici della fabbrica.

rosone, Nel 1976 è stato restaurato, da Bruno Bigliozzi di Firenze, il rosone.

corpo principale, Tra il 2000 ed il 2001 sono stati realizzati lavori di restauro e rifacimento della pavimentazionee degli impianti.

intero bene, Tra il 2000 ed il 2001 sono stati realizzati lavori di consolidamento generale delle strutture murarie.

Datazione
V - VI
Localizzazione
(FM) Fermo
Identificatore
1100046900
Proprietà
proprietà Ente ecclesiastico

Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta Facciata della Chiesa della SS. Assunta Chiesa della SS. Assunta