CHIESA DELLA RESURREZIONE
Tipo
chiesa monastica
Autore
Cola da Santa Vittoria - affreschi
Angeli Marino - affreschi ad encausto
Giacomo di Cola - affreschi
Malpiedi Domenico - decorazione
romanico laziale analisi dei caratteri architettonici e stilistici (n.d.c.)
romanico locale 03001802 (pp.: 129..131)// 03000710 (p.155)// 03001259 (p.338)
maestranze locali cinquecentesche 03001866 (p.15)
maestranze locali seicentesche 03001825 (pp.:43
maestranze locali settecentesche 03001825 (pp.:43
Descrizione

chiesa originaria, Nell'anno 897, l'Abate di Farfa Pietro I, assediato nella Sabina dai Saraceni, trovò rifugio nel Monastero di S. Ippoloto e di S. Giovanni in Selva, nei pressi del colle Matenano. Poichè le incursioni giungevano fin qui, ai confini del Comitato Fermano, l'Abate Pietro I intorno all'anno 900 volle mettersi al sicuro costruendo il Castello in vetta al Matenano.

chiesa originaria, Nell'anno 897, l'Abate di Farfa Pietro I, assediato nella Sabina dai Saraceni, trovò rifugio nel Monastero di S. Ippoloto e di S. Giovanni in Selva, nei pressi del colle Matenano. Poichè le incursioni giungevano fin qui, ai confini del Comitato Fermano, l'Abate Pietro I intorno all'anno 900 volle mettersi al sicuro costruendo il Castello in vetta al Matenano.

chiesa originaria, Nell'anno 897, l'Abate di Farfa Pietro I, assediato nella Sabina dai Saraceni, trovò rifugio nel Monastero di S. Ippoloto e di S. Giovanni in Selva, nei pressi del colle Matenano. Poichè le incursioni giungevano fin qui, ai confini del Comitato Fermano, l'Abate Pietro I intorno all'anno 900 volle mettersi al sicuro costruendo il Castello in vetta al Matenano.

chiesa originaria, Nell'anno 897, l'Abate di Farfa Pietro I, assediato nella Sabina dai Saraceni, trovò rifugio nel Monastero di S. Ippoloto e di S. Giovanni in Selva, nei pressi del colle Matenano. Poichè le incursioni giungevano fin qui, ai confini del Comitato Fermano, l'Abate Pietro I intorno all'anno 900 volle mettersi al sicuro costruendo il Castello in vetta al Matenano.

chiesa originaria, Nell'anno 897, l'Abate di Farfa Pietro I, assediato nella Sabina dai Saraceni, trovò rifugio nel Monastero di S. Ippoloto e di S. Giovanni in Selva, nei pressi del colle Matenano. Poichè le incursioni giungevano fin qui, ai confini del Comitato Fermano, l'Abate Pietro I intorno all'anno 900 volle mettersi al sicuro costruendo il Castello in vetta al Matenano.

chiesa originaria, Nell'anno 897, l'Abate di Farfa Pietro I, assediato nella Sabina dai Saraceni, trovò rifugio nel Monastero di S. Ippoloto e di S. Giovanni in Selva, nei pressi del colle Matenano. Poichè le incursioni giungevano fin qui, ai confini del Comitato Fermano, l'Abate Pietro I intorno all'anno 900 volle mettersi al sicuro costruendo il Castello in vetta al Matenano.

chiesa originaria, Nell'anno 897, l'Abate di Farfa Pietro I, assediato nella Sabina dai Saraceni, trovò rifugio nel Monastero di S. Ippoloto e di S. Giovanni in Selva, nei pressi del colle Matenano. Poichè le incursioni giungevano fin qui, ai confini del Comitato Fermano, l'Abate Pietro I intorno all'anno 900 volle mettersi al sicuro costruendo il Castello in vetta al Matenano.

chiesa originaria, La Chiesa ed il Monastero furono dedicati a Santa Vittoria in occasione del trasferimento del corpo della martire dalla Sabina nel Piceno, trasferimento questo avvenuto ad opera dell'Abate Ratfredo, il 20 giugno 934.

chiesa originaria, La Chiesa ed il Monastero furono dedicati a Santa Vittoria in occasione del trasferimento del corpo della martire dalla Sabina nel Piceno, trasferimento questo avvenuto ad opera dell'Abate Ratfredo, il 20 giugno 934.

chiesa originaria, La Chiesa ed il Monastero furono dedicati a Santa Vittoria in occasione del trasferimento del corpo della martire dalla Sabina nel Piceno, trasferimento questo avvenuto ad opera dell'Abate Ratfredo, il 20 giugno 934.

chiesa originaria, La Chiesa ed il Monastero furono dedicati a Santa Vittoria in occasione del trasferimento del corpo della martire dalla Sabina nel Piceno, trasferimento questo avvenuto ad opera dell'Abate Ratfredo, il 20 giugno 934.

chiesa originaria, La Chiesa ed il Monastero furono dedicati a Santa Vittoria in occasione del trasferimento del corpo della martire dalla Sabina nel Piceno, trasferimento questo avvenuto ad opera dell'Abate Ratfredo, il 20 giugno 934.

chiesa originaria, La Chiesa ed il Monastero furono dedicati a Santa Vittoria in occasione del trasferimento del corpo della martire dalla Sabina nel Piceno, trasferimento questo avvenuto ad opera dell'Abate Ratfredo, il 20 giugno 934.

chiesa originaria, La Chiesa di S. Vittoria e la cella monastica vennero distrutte dal figlio del Conte Offone di Villamagna, nel 1074, per cancellare ogni traccia giuridica degli antichi diritti farfensi.

intero bene, L'Ecclesia Sanctae Victoriae fu ricostruita nel periodo compreso tra il 1074 ed il 1118.

intero bene, Sulla scorta dei loro predecessori Enrico IV, nel 1084, ed Enrico V, nel 1118, rinnovano al Monastero di Farfa la conferma di tutti i beni e privilegi, tra cui compare anche Ecclesia Sanctae Victoriae.

intero bene, A stabilizzare i rapporti tra i vescovi di Fermo e gli abati di Farfa non valse neppure la Bolla di Urbano IV, del 23 febbraio 1262, con cui il papa mise il Monastero sotto la protezione della Sede Apostolica.

intero bene, Sotto l'Abate Giovanni V, nel 1334, il Monastero di Farfa aveva fatto delle concessioni al Monastero di S. Vittoria, privilegio che fu confermato negli anni 1348, 1451, 1483. La giurisdizione del Priorato di S. Vittoria raggiunse gli inizi del '600.

intero bene, Sotto l'Abate Giovanni V, nel 1334, il Monastero di Farfa aveva fatto delle concessioni al Monastero di S. Vittoria, privilegio che fu confermato negli anni 1348, 1451, 1483. La giurisdizione del Priorato di S. Vittoria raggiunse gli inizi del '600.

intero bene, La chiesa di S. Vittoria raggiunse l'apice della sua floridezza e del suo potere territoriale quando, nel 1357, divenne sede del Presidiato Farfense.

intero bene, La chiesa di S. Vittoria raggiunse l'apice della sua floridezza e del suo potere territoriale quando, nel 1357, divenne sede del Presidiato Farfense.

decorazione, Tra l'inizio della seconda metà del XV secolo e comunque prima della fine dello stesso secolo furono realizzati gli affreschi della Cappella Farfense ed altri, in parte ancora occultati. Infatti grazie all'opera di fra Marino Angeli, monaco farfense, si formò in quel tempo una fiorente scuola pittorica denominata appunto farfense.

decorazione, Tra l'inizio della seconda metà del XV secolo e comunque prima della fine dello stesso secolo furono realizzati gli affreschi della Cappella Farfense ed altri, in parte ancora occultati. Infatti grazie all'opera di fra Marino Angeli, monaco farfense, si formò in quel tempo una fiorente scuola pittorica denominata appunto farfense.

decorazione, Tra l'inizio della seconda metà del XV secolo e comunque prima della fine dello stesso secolo furono realizzati gli affreschi della Cappella Farfense ed altri, in parte ancora occultati. Infatti grazie all'opera di fra Marino Angeli, monaco farfense, si formò in quel tempo una fiorente scuola pittorica denominata appunto farfense.

decorazione, Tra l'inizio della seconda metà del XV secolo e comunque prima della fine dello stesso secolo furono realizzati gli affreschi della Cappella Farfense ed altri, in parte ancora occultati. Infatti grazie all'opera di fra Marino Angeli, monaco farfense, si formò in quel tempo una fiorente scuola pittorica denominata appunto farfense.

decorazione, Tra l'inizio della seconda metà del XV secolo e comunque prima della fine dello stesso secolo furono realizzati gli affreschi della Cappella Farfense ed altri, in parte ancora occultati. Infatti grazie all'opera di fra Marino Angeli, monaco farfense, si formò in quel tempo una fiorente scuola pittorica denominata appunto farfense.

decorazione, Tra l'inizio della seconda metà del XV secolo e comunque prima della fine dello stesso secolo furono realizzati gli affreschi della Cappella Farfense ed altri, in parte ancora occultati. Infatti grazie all'opera di fra Marino Angeli, monaco farfense, si formò in quel tempo una fiorente scuola pittorica denominata appunto farfense.

intero bene, Tra il 1507 ed il 1533 furono eseguiti dei lavori per consolidare, ammodernare ed abbellire la cripta, la torre e la Chiesa di S. Vittoria.

intero bene, Nel XVII secolo venne disposta l'inversione dell'orientamento della struttura e la realizzazione degli stucchi tardo barocchi.

intero bene, Nel 1771 in seguito a demolizioni scompare l'antico cenobio.

interni, Gli interventi settecenteschi (1771-1783)relativi agli interni si devono alla signora Mari Vittoria Perfetti che, a sue spese, come da disposizioni testamentarie del 1783, volle che fossero conservati gli stucchi del Cappellone, opera di Domenico Malpiedi di Sanginesio e gli affreschi della Cappella degli Innocenti.

intero bene, Tra il 1980 ed il 1985 sono stati eseguiti lavori di recupero degli affreschi, preconsolidamento della copertura e della fondazione.

intero bene, Tra il 1999 ed il 2000 sono stati eseguiti i lavori di recupero degli affreschi, la realizzazione degli impianti ed il collegamento verticale dei piani interrati, per garantire la fruizione pubblica della struttura.

Datazione
X - X
Localizzazione
(FM) Santa Vittoria in Matenano
Identificatore
1100048402
Proprietà
proprietà Ente locale

Chiesa della Resurrezione Chiesa della Resurrezione Chiesa della Resurrezione Chiesa della Resurrezione Chiesa della Resurrezione Chiesa della Resurrezione