CHIESA DI S. ANGELO IN MONTESPINO
Tipo
chiesa pievana
Autore
romanico locale analisi dei caratteri stilistici e costruttivi (n.d.c.)
Descrizione

intero bene, la prima notizia, riguardante la chiesa di S. Angelo in Montespino, è rintracciabile in un documento, la chartula convenientiae, datata gennaio 977 in cui il vescovo di Fermo Gaidulfo stipula con il conte Mainardo Di Siffredo un contratto di enfiteusi su circa tremila ettari coincidenti con i territori attuali di Comunanza, Montefortino, Amandola e Sarnano riservandosi per sé la chiesa e la pieve di S. Angelo in Montespino comprese le abitazioni, i beni dotali, i libri, gli oratori e le terre che gli appartenevano.

intero bene, Dagli elementi stilistici e costruttivi e dalla particolare forma tipologica con absidi contrapposte l'edificio è databile intorno al X secolo.

chiesa, Dal X al XII secolo presso la Pieve di S.Angelo in Montespino funzionò un ''Ministerium'', quell'organizzazione istituita dal vescovo-conte per la gestione dei problemi amministrativi riguardanti l'economia e la giustizia che altrove era affidata ai ''gastaldi''. Questa notizia si rintraccia in un documento del XII secolo in cui vengono elencati insieme a diversi gastaldi anche alcune pievi fra cui quella di S.Angelo in Montespino.

intero bene, Il 16 marzo del 1064 veniva consacrato l`altare maggiore dal vescovo Ubalrico, come era documentato da una lapide murata sul lato destro del presbiterio e ora trafugata.

intero bene, Un atto del 1082 indica la presenza di canonici a fianco del pievano, obbligo che quest'ultimo avrà nei confronti del vescovo di Fermo fino alla '' Convenzione di Spoglio'' del 1301 in cui questo diritto viene soppresso.

intero bene, Dal XI al XII secolo S. Angelo in Montespino è una delle più importanti pievi della diocesi di Fermo. Il pievano, sebbene dipendente dal vescovo, esercitava in suo nome i più ampi poteri e aveva anche la facoltà di conferire una cinquantina di chiese o benefici ecclesiastici.

intero bene e suo intorno, I diritti feudali sono documentati a partire da un documento datato 10 dicembre1236 dove il pievano Bernardo riceve, a nome del vescovo di Fermo Filippo II l'atto di sottomissione e fedeltà di Toseratto di Attone e suo figlio signori di Poggio di Sant'Angelo. Il 7 luglio del 1272 il Vescovo Gerardo, col consenso di Don Giacomo pievano dell'epoca, fece cessione al comune di Montefortino di tutti i vassalli della chiesa Parrocchiale di S. Angelo in Montespino al fine di affrancarli dal vassallaggio e incastellati con i loro beni spostandoli dentro il castello. In cambio il sindaco, Giovanni da Venanzio, sottoscrive a nome del Comune di Montefortino il censo di 10 scudi volterrani per un cero da offrire ogni anno alla festa di S. Michele

intero bene, Nella ``Convenzione di spoglio`` del 2 gennaio 1301 tra il vescovo fermano Alberico ed il pievano Francesco di S. Angelo in Montespino, stipulata a Montottone con la presenza di molti testimoni, il secondo si priva della facoltà di assegnare chiese e benefici ma conserva per sé e per i suoi successori il diritto di esigere la metà delle decime e la settima parte dei mortori per tutte le chiese dipendenti dal plebanato.

intero bene e suo intorno, Nel 1440-44 il pievano fece erigere per sua comodità al centro del paese la chiesa di S. Maria Nuova con annessa la casa parrocchiale, senza beni patrimoniali propri, ma unita alla pieve di S. Angelo per farne la sua residenza stabile, tanto che la nuova chiesa fu detta pieve. A S. Angelo in Montespino il Pievano inviava a sue spese un sacerdote per la celebrazione della S. Messa nei giorni festivi.

Datazione
X - X
Localizzazione
(FM) Montefortino
Identificatore
1100048452
Proprietà
proprietà Ente ecclesiastico

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