CHIESA DI S. MARCO ALLE PALUDI
Tipo
chiesa conventuale
Autore
Ciuccarelli Colvanni Gaetano - ricostruzione
Rosetti Gaspare - rifacimento
romanico locale 03000938 (p.13)
maestranze locali settecentesche 03000938 (p.37)
maestranze locali novocentesche 03000938 (p.42)
Descrizione

intero bene, L'erezione della Chiesa - come quella del Monastero - coinciderebbe con l'epoca (1000) classica del monachesimo a Fermo, `poichè moltissimi e ricchissimi si contavano quì, fin dal secolo XI, i chiostri di uomini che di donne`. I soli Canonici regolari di S. Agostino ne possedettero, oltre quello di S.Marco, altri due.

intero bene, Nel luogo appunto dove sorge l'attuale chiesa con gli altri fabbricati annessi, ivi fiorì, fra il 1100 e il 1400 circa, una preclara abbazia di canonici regolari lateranensi dell'ordine di S.Agostino.

complesso originario, Il Pennotti, massimo storico dell'Ordine Lateranense, assicurava, agli inizi del seicento, che l'abbazia di S. Marco di Rivocelli, dei canonici regolari di S.Agostino, fu insignita di privilegi fin dal Pontefice Eugenio III, il quale pontificò dal 1143 al 1153.

complesso originario, L'Abbazia ottenne privilegi sin dal pontificato di Eugenio III (1143-1153) fino a quello di Urbano VI, che sedette al soglio pontificio, come Primo Papa Romano (1378-1389), dopo il Grande Scima d'Occidente.

complesso originario, L'Abbazia ottenne privilegi sin dal pontificato di Eugenio III (1143-1153) fino a quello di Urbano VI, che sedette al soglio pontificio, come Primo Papa Romano (1378-1389), dopo il Grande Scima d'Occidente.

intero bene, Il Priore che ebbe importanza nella storia di questa abbazia fu l'Abate Stefano che, ne reggeva le sorti nel 1397. Sotto di lui venne fondata la nuova chiesa, dedicata ai Santi Marco e Lazzaro, la quale doveva compredere gli elementi dell'oratorio preesistente, forse ridotto in cattive condizioni dal tempo e reso angusto alla cresciuta popolazione dei dintorni. Una lapide, che tuttora si osserva nell'attuale chiesa, ricorda questa fondazione.

intero bene, Il Priore che ebbe importanza nella storia di questa abbazia fu l'Abate Stefano che, ne reggeva le sorti nel 1397. Sotto di lui venne fondata la nuova chiesa, dedicata ai Santi Marco e Lazzaro, la quale doveva compredere gli elementi dell'oratorio preesistente, forse ridotto in cattive condizioni dal tempo e reso angusto alla cresciuta popolazione dei dintorni. Una lapide, che tuttora si osserva nell'attuale chiesa, ricorda questa fondazione.

intero bene, Solo la chiesa detta comunemente di S. Marco alle Paludi restò in piedi - come il Raccamadoro assicura nel 1650 - ufficiata nelle feste dai Canonici regolari di S. Caterina e messa a parte di tutti i privilegi abbaziali. Tuttavia sembra che le sue condizioni fossero pessime. Dalla Visita Apostolica di Mons. Maramonti apprendiamo difatti che, nell'anno 1573 vi abitava il solo custode, un monaco converso, e che vi erano due altari, il principale di S. Marco, l'altro di S. Lazzaro, ma ambedue poveri di suppellettili. Le pareti tutte scrostate, prive di ripari le finestre, un piccolo locale, che doveva servire da sacrestia, convertito in cantina.

intero bene, Solo la chiesa detta comunemente di S. Marco alle Paludi restò in piedi - come il Raccamadoro assicura nel 1650 - ufficiata nelle feste dai Canonici regolari di S. Caterina e messa a parte di tutti i privilegi abbaziali. Tuttavia sembra che le sue condizioni fossero pessime. Dalla Visita Apostolica di Mons. Maramonti apprendiamo difatti che, nell'anno 1573 vi abitava il solo custode, un monaco converso, e che vi erano due altari, il principale di S. Marco, l'altro di S. Lazzaro, ma ambedue poveri di suppellettili. Le pareti tutte scrostate, prive di ripari le finestre, un piccolo locale, che doveva servire da sacrestia, convertito in cantina.

intero bene, Solo la chiesa detta comunemente di S. Marco alle Paludi restò in piedi - come il Raccamadoro assicura nel 1650 - ufficiata nelle feste dai Canonici regolari di S. Caterina e messa a parte di tutti i privilegi abbaziali. Tuttavia sembra che le sue condizioni fossero pessime. Dalla Visita Apostolica di Mons. Maramonti apprendiamo difatti che, nell'anno 1573 vi abitava il solo custode, un monaco converso, e che vi erano due altari, il principale di S. Marco, l'altro di S. Lazzaro, ma ambedue poveri di suppellettili. Le pareti tutte scrostate, prive di ripari le finestre, un piccolo locale, che doveva servire da sacrestia, convertito in cantina.

intero bene, Si legge in una delle carte dell'Archivio Capitolare, dell'anno 1712, che i contadini della contrada domandarono al Capitolo Metroplolitano il permesso di far predicare quaresima nella loro Chiesa.

intero bene, Si legge in una delle carte dell'Archivio Capitolare, dell'anno 1712, che i contadini della contrada domandarono al Capitolo Metroplolitano il permesso di far predicare quaresima nella loro Chiesa

intero bene, La vita della Chiesa di S. Marco si trascinò in dipendenza dei Canonici regolari di S. Caterina fino ai primordi del secolo XIX, quando le leggi Napoleoniche del 1810 sopprimevano le corporazioni religiose, dopo tale data l'istituto Lateranense non venne più ripristinato a Fermo.

intero bene, Con la soppressione i terreni delle Paludi, appartenenti ai Lateranensi, passarono ai loro creditori, dai quali li acquistava, il 24 aprile 1820, Giuseppe Rosati da Maltignano.

intero bene, Dal Rosati, con istrumento del 16 novembre dell'anno 1824, li comprava a sua volta, per il prezzo di 15 mila scudi romani, il Signor Alessandro Vitali fu Francesco .

intero bene, Nel 1917 la proprietà su cui sorge l'attuale priora di San Marco alle Paludi appartiene al nobil uomo, Conte Francesco Vitali di Fermo, patrizio di Norcia, Cameriere segreto di spada e di cappa di S.S., Grande ufficiale gerosolimitano. Ma da quando, nel 1820, la chiesa e la tenuta di S. Marco alle Paludi di Fermo passarono in proprietà alla nobile famiglia Vitali, incominciò la resurrezione dell'antico monumento.

intero bene, Nell'anno giubilare 1900 si restaurarono la Chiesa, la torre e l'abitazione attigua e s'aggiunse alla campana esistente, fusa nel 1835, un'altra maggiore, lavoro della rinomata Fonderia Pasqualini di Montedinove. In seguito a studi di un volenteroso ed appassionato cultore di memorie architettoniche sui monumenti fermani furono rintracciate le fondazioni dei muri perimetrali dell'Abbazia.

intero bene, Nell'anno giubilare 1900 si restaurarono la Chiesa, la torre e l'abitazione attigua e s'aggiunse alla campana esistente, fusa nel 1835, un'altra maggiore, lavoro della rinomata Fonderia Pasqualini di Montedinove. In seguito a studi di un volenteroso ed appassionato cultore di memorie architettoniche sui monumenti fermani furono rintracciate le fondazioni dei muri perimetrali dell'Abbazia.

intero bene, Nell'anno giubilare 1900 si restaurarono la Chiesa, la torre e l'abitazione attigua e s'aggiunse alla campana esistente, fusa nel 1835, un'altra maggiore, lavoro della rinomata Fonderia Pasqualini di Montedinove. In seguito a studi di un volenteroso ed appassionato cultore di memorie architettoniche sui monumenti fermani furono rintracciate le fondazioni dei muri perimetrali dell'Abbazia.

intero bene, Con Bolla del 27 febbraio 1915 di Mons. Carlo Castelli, Arcivescovo e Principe di Fermo, si erigeva canonicamente in Parrocchia la Chiesa di S. Marco alle Paludi.

intero bene, Una lapide posta a destra dell'altare maggiore documenta il recente passaggio di proprietà, per donazione della chiesa, da Francesco Ramadori alla Curia di Fermo (28 gennaio 2001).

Datazione
XI - XI
Localizzazione
(FM) Fermo
Identificatore
1100060851
Proprietà
proprietà Ente ecclesiastico

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