VILLA SALVADORI
Tipo
villa extraurbana
Autore
maestranze locali ottocentesche analisi dei caratteri stilistici e costruttivi (n.d.c.)
Descrizione

area di sedime, La zona su cui sorge la villa, fra il Tenna e il Fosso S. Biagio, fu bonificata, con la cosiddetta `sistemazione per colmata`, a partire dalla fine del sec. XVIII. L'area fu concessa dapprima in enfiteusi poi in proprietà alla famiglia Salvadori. Secondo la relazione storica allegata al decreto di vincolo la tenuta, fin dal 1532 era di proprietà dei Paleotti e da questi, per via ereditaria, giunse ai Salvadori. La bonifica fu intensificata nella seconda metà del sec. XIX.

area di sedime, La zona su cui sorge la villa, fra il Tenna e il Fosso S. Biagio, fu bonificata, con la cosiddetta `sistemazione per colmata`, a partire dalla fine del sec. XVIII. L'area fu concessa dapprima in enfiteusi poi in proprietà alla famiglia Salvadori. Secondo la relazione storica allegata al decreto di vincolo la tenuta, fin dal 1532 era di proprietà dei Paleotti e da questi, per via ereditaria, giunse ai Salvadori. La bonifica fu intensificata nella seconda metà del sec. XIX.

intero bene, Documenti d'archivio precedenti al 1857 parlano di una casa colonica e di un casino di caccia (su due piani) posti all'interno della tenuta che era detta `Cortina di Tenna`. Per il perfetto allineamento dei due edifici si potrebbe pensare che in origine essi fossero uniti e che la parte centrale fosse crollata e non ricostruita.

intero bene, Nel 1857 Luigi Salvadori si stabilì a S. Tommaso. Unì i due edifici e li sopraelevò per ricavarci la propria residenza (al piano secondo), quella del colono (al piano primo), la stalla e locali di servizio (al piano terra). Sul lato sud fece costruire una loggia con cinque archi per il ricovero degli animali nella stagione estiva., mentre al piano superiore realizzò una terrazza con sportelloni in legno per consentirne l'uso nel peiodo invernale.

intero bene, Nel 1867 la stalla fu trasferita nell'attuale casa colonica (scheda nctn 11/00219813) liberando la loggia al piano terra. Altre modifiche furono realizzate all'interno dell'edificio per migliorarne la vivibilità.

piano nobile, Tra il 1857 e il 1867 (o negli anni immediatamente successivi) furono dipinti alcuni soffitti del piano nobile. Di particolare rilievo sono i soffitti di due ambienti (probabilmente gli studi di Luigi Salvadori - a sud-ovest - e di Tommaso - a nord-ovest): l'uno con un soggetto mitologico e un l'altro con motivi floreali. Nella grande sala centrale (detta `Camera degli Uccelli`) era conservata la raccolta ornitologica donata poi al Comune di Fermo.

piano nobile, Tra il 1857 e il 1867 (o negli anni immediatamente successivi) furono dipinti alcuni soffitti del piano nobile. Di particolare rilievo sono i soffitti di due ambienti (probabilmente gli studi di Luigi Salvadori - a sud-ovest - e di Tommaso - a nord-ovest): l'uno con un soggetto mitologico e un l'altro con motivi floreali. Nella grande sala centrale (detta `Camera degli Uccelli`) era conservata la raccolta ornitologica donata poi al Comune di Fermo.

intero bene, Alla morte di Luigi Salvadori, avvenuta nel 1910, la casa padronale rimase disabitata per quasi venti anni.

intero bene, Durante la Seconda guerra mondiale la villa ospitò numerosi partigiani e soldati alleati fuggiti dalle prigioni dei nazi-fascisti.

strada di accesso, Fino agli anni '70 del sec. XX l'attuale Strada Provinciale delle Paludi divideva il complesso in due parti (a nord-ovest il boschetto, a sud-est gli edifici). Con la costruzione dell'autostrada la strada fu spostata a nord e fu ricavato un nuovo accesso alla villa a sud-ovest.

Datazione
XVI - XIX
Localizzazione
(FM) Fermo
Identificatore
1100219793
Proprietà
proprietà privata

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