LA VERGINE CON BAMBINO, SAN FRANCESCO, SAN BIAGIO E IL DONATORE LUIGI GOZZI
Tipo
dipinto
Autore
Vecellio Tiziano - 1488-1490/ 1576
Descrizione

Dal 1974, dopo vari spostamenti, si trova definitivamente in pinacoteca. Le indagini radiografiche e riflettografiche, effettuate con i vari restauri (1880/1952/1973/1986) hanno evidenziato numerosi pentimenti fra cui la testa del Bambino che presenta somoglianze con quella schizzata sul retro della pala. Le ricerche condotte dal Polverari hanno contribuito alla ricostruzione del complesso altare entro cui il dipinto era collocato e che prevedeva anche un basamento con una coppia di ritratti, dipinti probabilmente dallo stesso Tiziano e ora scomparsi. Il dipinto rappresenta un momento fondamentale nell'iter pittorico di Tiziano: è infatti la prima opera datata che si conosca dell'artista.

Soggetto
la Vergine con Bambino, San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi
Datazione
sec. XVI - 1520 - 1520 - Motivo della datazione: data
Materia e tecnica
tavola/ pittura a olio
Misure
Altezza: 322 Larghezza: 215
Localizzazione
(AN) Ancona
Collocazione
Palazzo Bosdari - via C. Pizzecolli, 17 - Pinacoteca Civica F. Podesti
Identificatore
1100115783
Proprietà
proprietà Ente pubblico territoriale
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/90 – Venezia 1576). Ancora molto giovane, viste le sue grandi doti artistiche si trasferisce a Venezia, dove suoi maestri sono Gentile e Giovanni Bellini. Di lì a poco, realizza in società col pittore Giorgione gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi. Solo un anno più tardi, la sua fama è consolidata, riceve commissioni importanti, quali la Pala di San Marco e di Santa Maria della Salute. Nel 1511 affresca la Scuola del Santo a Padova. La sua attività è frenetica: riceve incarichi anche dalla nobiltà, soprattutto a soggetto profano. Nel 1516 Alfonso I d'Este richiede i suoi servigi per la decorazione del "camerino d'alabastro". Tra il 1519 e il 1526 dipinge la Pala Pesaro per i Frari, e il Polittico Averoldi per la chiesa bresciana dei Santi Nazaro e Celso. Nel 1533 diventa pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. Celebrato come il più famoso pittore del tempo, è conteso tra le corti italiane: lavora a Mantova per i Gonzaga e ad Urbino per i duchi. Nel 1542 ha inizio la sua collaborazione con papa Paolo III e si trasferisce a Roma dove rimane fino al 1546. Nel contempo, ritraeva Carlo V durante la sua incoronazione nel 1530. L'imperatore e suo figlio Filippo II, futuro re di Spagna, ne fanno il loro pittore prediletto. Rientra a Venezia sul finire del 1548, ma durante la sua assenza Tintoretto e Veronese occupano la scena pittorica della Repubblica. Tiziano lavora quasi esclusivamente per la famiglia asburgica. Muore di peste nel 1576 lasciando incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà".

Vergine con Bambino,  San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi Vergine con Bambino,  San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi Vergine con Bambino,  San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi Vergine con Bambino,  San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi Vergine con Bambino,  San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi Vergine con Bambino,  San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi Vergine con Bambino,  San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi Vergine con Bambino,  San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi